Airbus frena sull’ idrogeno, ma non rinuncia all’idea: «Verso le emissioni zero»

TOLOSA. Dal nostro inviato

Non dire ad Airbus che il progetto di aereo regionale alimentato ad idrogeno è sospeso: «È solo posticipato in attesa che l’ecosistema sia pronto per riceverlo». Lo stesso vale per l’aero taxi City Airbus NextGen, l’eVTol del produttore europeo: «Continuiamo ad investire in entrambi i progetti», ha detto il ceo di Airbus Guillaume Faury, ma per ora nessuna scadenza è stata fissata dopo avere cancellato quella del 2035 un mese fa. Nel frattempo, il mondo sta cambiando e in questo scenario sempre più frammentato, l’industria aeronautica rischia di non raggiungere l’obiettivo di eliminare totalmente le emissioni nocive di carbonio entro il 2050. «Non credo che ci sbagliamo a perseguire l’obiettivo dell’azzeramento delle emissioni entro il 2050 – ha dichiarato Faury -. Forse ci vorrà un po’ più di tempo, ma restiamo ambiziosi».

L’occasione è stato il meeting annuale sulla sostenibilità di Airbus, durante il quale è stato ribadito l’impegno del gruppo aeronautico sullo sviluppo di una nuova generazione di aerei più green entro la seconda metà della prossima decade. L’aviazione, che rappresenta il 2%-3% delle emissioni globali di emissioni nocive, è uno dei settori più difficili da decarbonizzare, per i problemi sia tecnici sia infrastrutturali e di regolamentazione che rallentano cambiamenti nella progettazione.

Le ragioni del ritardo

Faury ha colto l’occasione per spiegare nel dettaglio le ragioni del ritardo. Sebbene Airbus sia in grado di costruire l’aereo a cui sta lavorando, al momento il progetto non sarebbe commercialmente fattibile su larga scala: non c’è un quadro regolamentare, né sono stati compiuti progressi verso la produzione di una quantità sufficiente di idrogeno pulito. «Siamo arrivati troppo presto, ma la direzione è quella giusta».

L’utilizzo del Saf (Sustainable Aviation Fuel) resta per ora l’unica soluzione disponibile, ma è ancora troppo costoso e in quantità non sufficienti da soddisfare le richieste del settore, mentre dall’altra parte dell’Oceano il Presidente Donald Trump punta a eliminare i sussidi per i carburanti puliti. «Non è solo una questione di tecnologia. È una questione di volontà», ha dichiarato Bertrand Piccard, scienziato e presidente della Fondazione Solar Impulse, con cui Airbus Foundation ha stretto una collaborazione.

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