Le Borse cinesi hanno aperto la seduta in territorio positivo al ritorno agli scambi dopo il fine settimana che ha visto il blitz militare Usa contro il Venezuela con la cattura e l’arresto del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie: l’indice Composite di Shanghai sale dello 0,53%, a 3.989,93 punti, mentre quello di Shenzhen segna un progresso dello 0,73%, fino a quota 2.549,54. Mentre la Borsa di Hong Kong è tornata agli scambi poco mossa: l’indice Hang Seng cede nelle prime battute lo 0,06%, scivolando a 26.321,80 punti.
Alle 7:10 italiane ecco la situazione: Shanghai +1,65%; Shenzhen +1,95%; Seoul segna +3,20%, Hong Kong in parità; Tokyo +3,15%.
Alle 7:45 Shanghai +1,68%; Shenzhen +2,22%; Tokyo +3,03%. Hong Kong in parità; Mumbai – 0,09%.
Seoul segna +3,43%; Sydney in parità; Taipei.
Chiusura in netto rialzo per la Borsa di Tokyo che guadagna il 2,97% a 51.832,80 punti. I mercati sono alle prese con l’impatto dell’operazione statunitense in Venezuela e la piazza di Tokyo ha realizzato forti guadagni sostenuta dai titoli tecnologici in un contesto di forte ottimismo per il 2026.
L’arresto del presidente venezuelano Nicolas Maduro durante un’operazione militare statunitense, e l’intenzione di Washington di sfruttare le vaste riserve di greggio del Paese, sono fattori che stanno incidendo sui prezzi del petrolio e che impattano positivamente sulle borse.
