Una maxi manovra sul debito della “nuova” Fastweb da oltre 9,3 miliardi, di cui 4 miliardi vengono convertiti in patrimonio – più precisamente «allocati a riserva versamenti soci in conto capitale» – e la restante parte riscadenzata dal 2030 in poi. Soltanto quattro giorni fa, il gruppo guidato da Walter Renna ha annunciato la fusione per incorporazione con Vodafone Italia, che dà vita a un nuovo leader delle tlc con oltre 20 milioni di linee mobili e 5,8 milioni di fisse. Tuttavia, in parallelo e sotto traccia, ha lavorato a un’ampia riorganizzazione del debito, per buona parte legato alla corposa acquisizione, nei confronti della controllante Swisscom che prevede anche la rinuncia, da parte di quest’ultima, a 79 milioni di interessi maturati nel 2025. Così facendo, precisano fonti vicine a Fastweb, l’azienda ha raggiunto un indebitamento standard del settore allineato al piano.
I numeri
L’operazione di ampio respiro che è infatti tra «le principali assunzioni ipotetiche del piano» economico e finanziario al 2034 che, si legge in documenti ufficiali, la nuova entità ha dovuto redigere poiché l’operazione Fastweb-Vodafone Italia ricade nella disciplina dell’articolo 2501-bis, ovvero «fusione a seguito di acquisizione con indebitamento». Al tempo stesso, secondo alcuni addetti ai lavori, la mossa dimostra che i prossimi anni per il nuovo gruppo non saranno tutti rose e fiori, causa anche le note difficoltà del settore a partire dalla forte concorrenza. Nel piano vengono infatti previsti ricavi ed Ebitda in crescita, rispettivamente a 8,8 e 3,9 miliardi al 2030 (da 7,2 e 3,2 miliardi pro forma del 2025) e poi stabili, mentre il risultato netto è stimato in perdita fino al 2027 a causa di «elevati ammortamenti e oneri finanziari» per diventare positivo nel 2028 e superare 600 milioni nel 2034. Tra il 2024 e il 2027 i costi di integrazione sono quantificati in circa 700 milioni e la perdita netta pro forma del 2025, desumibile dal conto economico previsionale, dovrebbe attestarsi attorno a 200 milioni.
La posizione dei revisori
A riprova di ciò, se è vero che l’aggregazione si basa su pilastri come il riposizionamento strategico, l’ottimizzazione dell’infrastruttura di rete e il potenziamento delle partnership strategiche con sinergie stimate a regime per 600 milioni, va anche rilevato che i revisori di PwC, nel parere positivo formulato sempre ai sensi dalla procedura ex 2501-bis, evidenziano come «la sostenibilità dell’indebitamento riveniente in capo a Fastweb per effetto della fusione si basa sul presupposto che Swisscom approvi» la manovra sul debito, in sostanza alleggerendo il fardello della controllata.
La ristrutturazione
Ma che cosa prevede nel dettaglio la ristrutturazione delle passività di Fastweb? L’intervento più rilevante riguarda il prestito soci concesso un anno fa dalla casa madre svizzera a Swisscom Italia (poi confluita nella stessa Fastweb) per oltre 7,9 miliardi e che ha finanziato l’acquisizione di Vodafone Italia. In questo caso le modifiche sono due. Innanzitutto Swisscom rinuncia al rimborso per 4 miliardi, da destinare a riserva per versamenti in conto capitale di Fastweb, e agli interessi maturati nel 2025 su tale importo. In sostanza, per il gruppo tlc la somma si trasforma da una voce di debito a una di patrimonio netto, al quale potrà attingere in futuro per vari scopi, tra cui la copertura di eventuali perdite (anche nel caso di svalutazioni) o operazioni di rafforzamento del capitale. La restante parte di questo finanziamento da 7,9 miliardi verrà riscadenzata dal 2029 a fine 2034. Il secondo intervento riguarda invece un altro prestito soci, da oltre 1,4 miliardi, che era già in essere da tempo: il suo rimborso, previsto a ottobre 2025, era stato spostato al 31 dicembre e in base al piano verrà definitivamente portato a fine 2030. La progressiva restituzione dei due prestiti soci, in base al loro nuovo perimetro e alle scadenze aggiornate, rappresenta ovviamente uno dei principali elementi che hanno guidato la redazione del piano al 2034, che fino a quell’anno non prevede la distribuzione di dividendi.
