Borse, l’attacco di Trump alla Fed spaventa i listini. Dollaro debole, oro record

La giornata dei mercati si apre all’insegna del dollaro debole e dei futures azionari Usa senza spinta, dopo che il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha dichiarato che l’amministrazione Trump lo ha minacciato di incriminazione, alimentando le preoccupazioni sull’indipendenza della banca centrale. I procuratori federali stanno conducendo un’indagine penale su Powell per la ristrutturazione da 2,5 miliardi di dollari della sede della banca centrale a Washington.

Presidente Fed scuote testa mentre Trump afferma che costo ristrutturazione sede è troppo alto

Fed ancora nel mirino di Trump

I futures sull’S&P 500 sono scesi dello 0,5% e l’oro ha raggiunto un altro massimo storico, in risposta immediata all’escalation della contesa tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la Fed.

Il franco svizzero si è rafforzato dello 0,4% a 0,7979 per dollaro e l’euro si è rafforzato dello 0,17% a 1,1656 dollari. Gli operatori hanno definito la notizia inquietante, sebbene le implicazioni immediate per i tassi di interesse non siano chiare. I futures sui Fed Fund hanno aggiunto circa tre punti base in più di tagli quest’anno, un dato esiguo ma che indica il rischio che la Fed venga spinta a essere più aggressiva.

Massimo storico dell’oro

L’oro ha raggiunto un massimo storico di oltre 4.600 dollari l’oncia, sostenuto anche dalle tensioni geopolitiche, poiché i disordini in Iran hanno fatto salire i prezzi dei metalli preziosi e sostenuto il petrolio.

Futures europei in calo, Asia trainata dal tech

I futures azionari europei sono scesi leggermente, sebbene le azioni asiatiche siano salite lunedì, guidate dal settore tecnologico, dopo che i dati di venerdì hanno mostrato che il mercato del lavoro statunitense non si stava deteriorando rapidamente, nonostante il rallentamento della crescita dell’occupazione.

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