I Paesi emergenti trainano il mercato degli smartphone. Apple regina

Il lancio dell’iPhone 17 ha avuto un impatto significativo nel quarto trimestre, mentre l’iPhone 16 ha continuato a performare bene in Paesi come Giappone, India e nel Sud-est asiatico. A spingere ulteriormente la domanda è stato anche il cosiddetto “effetto rimbalzo” del ciclo di sostituzione post-Covid: milioni di utenti, che avevano rimandato l’upgrade durante la pandemia, sono tornati sul mercato.

Nel quarto trimestre del 2025, Apple ha raggiunto la quota record di un quarto delle spedizioni globali, il livello più alto mai registrato dall’azienda in un singolo trimestre.

Samsung si è piazzata al secondo posto con il 19% del mercato e una crescita più contenuta, pari al 5% annuo. Il resto è un condensato di produttori cinesi (con in testa Xiaomi, poi Vivo e poi Oppo).

Fuori dalla top five, alcuni marchi emergenti hanno messo a segno risultati molto brillanti. Nothing e Google, per esempio, hanno registrato crescite rispettivamente del 31% e del 25% nel 2025, intercettando nicchie di consumatori attratti da design distintivi, integrazione software e strategie di prezzo più aggressive.

2026: stime in calo

Lo sguardo, però, è già rivolto al 2026, e il quadro appare più complesso. Secondo Counterpoint, il mercato globale degli smartphone è destinato a rallentare a causa delle carenze di DRAM e NAND e dell’aumento dei costi dei componenti. I produttori di chip stanno privilegiando gli investimenti nei data center per l’intelligenza artificiale, sottraendo capacità produttiva al segmento degli smartphone. I primi rialzi dei prezzi al dettaglio stanno già iniziando a emergere. E in questo scenario, la società di ricerca ha rivisto al ribasso le stime per il 2026, tagliando le previsioni di spedizioni di circa il 3%.

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