Un Consiglio a 27. Tanti sono i Paesi che hanno accettato finora l’invito di Trump ad unirsi al Board of Peace che mira a risolvere la situazione a Gaza. El Salvador – l’ultimo ad annunciare la propria adesione – si unirà quindi ad Argentina, Albania, Armenia, Azerbaigian, Bahrein, Bielorussia, Bulgaria, Cambogia, Egitto, Ungheria, Indonesia, Israele, Giordania, Kazakistan, Kosovo, Marocco, Mongolia, Pakistan, Paraguay, Qatar, Arabia Saudita, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Uzbekistan e Vietnam, sotto la guida degli Stati Uniti. Il Messico ha fatto sapere di essere stato invitato ufficialmente, ma sta valutando l’opportunità della cosa. La presidente Claudia Sheinbaum ha annunciato che la proposta è sotto analisi del Ministero degli Esteri, poiché l’adesione deve essere compatibile con i principi storici della politica estera nazionale, in primis l’autodeterminazione dei popoli e il riconoscimento dello Stato palestinese. «Non è una decisione personale», ha detto la titolare dell’esecutivo, sottolineando che il Paese riconosce sia Israele che la Palestina e non può ignorare questo equilibrio diplomatico. La risposta ufficiale arriverà in settimana.
Nel giorno dei funerali per l’ultimo ostaggio israeliano del 7 ottobre 2023 – il poliziotto 24enne Ran Gvili- Da Washington i consiglieri dell’ex presidente americano Joe Biden rispondono alle dichiarazioni del premier israeliano Benjamin Netanyahu, secondo cui soldati israeliani sarebbero stati uccisi nella Striscia di Gaza a causa di un embargo Usa che avrebbe fatto esaurire le scorte di munizioni in Israele.
«La dichiarazione di Netanyahu è categoricamente falsa» – ha detto ad Axios il consigliere di Biden per il Medio Oriente, Brett McGurk – «Biden ha lasciato l’incarico con un cessate il fuoco a Gaza e il ritorno degli ostaggi, un cessate il fuoco in Libano con la sconfitta di Hezbollah, l’Iran nella sua posizione più debole dal 1979 dopo due attacchi missilistici falliti grazie al dispiegamento delle forze militari statunitensi e una risposta coordinata che ha distrutto le difese aeree iraniane. Il suo impegno per la sicurezza di Israele, che comprendeva l’assistenza militare statunitense, è stato incrollabile durante tutta la crisi».
Gli ha fatto eco – via social – un altro consigliere dell’ex presidente Usa, Amos Hochstein. «Dopo oltre 20 miliardi di dollari di supporto militare, il più grande nella storia di Israele, due portaerei sono arrivate nella regione, scongiurando una massiccia guerra regionale, respingendo un attacco missilistico e con droni iraniano, difendendo Israele nei momenti di maggiore vulnerabilità», ha scritto su X. «Dopo aver SALVATO innumerevoli vite di israeliani, l’unica risposta accettabile al Presidente degli Stati Uniti Biden e al popolo americano è GRAZIE», ha concluso Hochstein.
Da Teheran intanto arriva la notizia che un uomo, arrestato nell’aprile 2025 con l’accusa di spionaggio per conto dei servizi segreti israeliani, è stato giustiziato. «Hamidreza Sabet Esmailpour, condannato per aver passato informazioni a un agente del Mossad, è stato impiccato all’alba», ha riferito l’agenzia di stampa Mizan, che fa capo alla magistratura. Si riaccende così il timore – espresso da diversi gruppi per i diritti umani – che anche i manifestanti arrestati durante l’ondata di proteste di questo mese possano essere. giustiziati. Dodici persone erano state impiccate con accuse simili in seguito alla guerra di 12 giorni tra Israele e l’Iran a giugno, denunciano queste associazioni.
