Borsa, Europa in rialzo con trimestrali in focus. Oro senza freni sfiora i 5.600 $ l’oncia

A Piazza Affari scatto per St dopo i conti. Bene i titoli oil, utility deboli

A Milano i titoli Stmicroelectronics sono scattati in rialzo, sebbene negli ultimi tre mesi dell’anno la società abbia registrato un rosso di 30 milioni di dollari superiore alle attese. Piacciono, in ogni caso, le prospettive indicate dai vertici del gruppo. In netto calo invece Deutsche Bank , invece, dopo i numeri del 2025 ma il crollo più pesante è quello registrato dalla tedesca Sap che ha registrato ricavi cloud inferiori alle stime.

A Piazza Affari, così come a Parigi, tentano un timido recupero le azioni del lusso, dopo i forti cali della vigilia innescati dalla delusione per le indicazioni caute fornite dal colosso Lvmh. Corrono invece le azioni di Davide Campari e quelle del settore oil (Saipem ), spinte dal progresso del petrolio. Deboli le utility.

Oro: il rally non si arresta. Nuovi record anche per l’argento

Prosegue senza freni la marcia dell’oro con le nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran che preoccupano i mercati e alimentano la corsa verso i beni rifugio. Il metallo giallo, contatto spot, ha sfiorato la soglia dei 5.600 dollari l’oncia (nuovo record a 5.595) per poi tornare in area 5.550, mentre l’argento ha sorpassato quota 120 dollari.

«Su base mensile il rialzo dell’oro è del 27% mentre per l’argento abbiamo superato il 65% – sottolinea David Pascucci, market analyst di Xtb – Le negoziazioni diventano sempre meno liquide» e il rischio di brusche inversioni di marcia, come quella vista qualche giorno fa per l’argento, sono da monitorare, secondo l’esperto.

Dollaro ancora sotto pressione, corre il petrolio

Intanto gli investitori tengono d’occhio l’andamento delle valute, con il dollaro che continua a soffrire e con il rafforzamento dell’euro che crea timori per l’andamento del pil europeo. Il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, è sceso in campo smentendo possibili interventi delle autorità e asserendo: «Gli Stati Uniti hanno sempre avuto una politica del dollaro forte». Il governatore della Banca di Francia e membro del direttivo della Bce, François Villeroy de Galhau, ha dichiarato che la stessa Bce sta monitorando attentamente l’andamento dei cambi, visto che l’indebolimento del dollaro potrebbe incidere sull’inflazione nell’area dell’euro. «Questo è uno dei fattori che guideranno la nostra politica monetaria e le nostre decisioni sui tassi di interesse nei prossimi mesi», ha detto.

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