L’Unione europea ha annunciato l’intenzione di spendere 145 milioni di euro in aiuti per l’Ucraina al fine di «fornire assistenza alla protezione, alloggi, cibo, sostegno finanziario diretto, supporto psicosociale e accesso all’acqua e ai servizi sanitari», in un contesto di peggioramento della situazione umanitaria nel Paese dopo i recenti attacchi russi alle infrastrutture energetiche.
La Commissione europea ha dichiarato: «Dopo oltre un decennio di ostilità e quasi quattro anni di guerra su vasta scala, il popolo ucraino continua a sopportare immense sofferenze. Vittime civili quotidiane, distruzione diffusa delle infrastrutture e sfollamenti di massa stanno aggravando ulteriormente gli enormi bisogni umanitari. Con i continui attacchi della Russia alle infrastrutture energetiche dell’Ucraina, milioni di persone nel Paese sono esposte a temperature gelide».
La commissaria per la gestione delle crisi, Hadja Lahbib, ha affermato che l’Ue è determinata a fare in modo che «le persone abbiano riparo, calore e speranza quando ne hanno più bisogno. La nostra solidarietà con l’Ucraina non è uno slogan», ha aggiunto Lahbib, «ma un’azione umanitaria affidabile e duratura, guidata esclusivamente dai bisogni reali sul terreno».
Intanto, a colloqui di Abu Dhabi in corso, dal Cremlino il portavoce Dmitry Peskov sottolinea che qualsiasi discussione su un eventuale incontro fra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky è «inappropriata» e «speculativa». Secondo la ricostruzione di Peskov, la Russia ha offerto Mosca come sede di un eventuale faccia a faccia fra i due leader ma Zelensky «non hai mai risposto».
I colloqui trilaterali fra Russia, Ucraina e Usa di Abu Dhabi «non sono una continuazione dei contatti di Istanbul» ma si tratta di un «processo separato», dichiara Peskov.
