Banca Bff taglia i target 2026 e le stime per il 2025 e rivede l’assetto di vertice. Immediata la reazione del titolo con l’istituto che non riesce a fare prezzo a fronte di un calo teorico del 23%.
I numeri
In particolare, in relazione agli accantonamenti straordinari per l’anno 2025 finalizzati al de-risking del proprio portafoglio di factoring, Banca Bff ha comunicato che ora l’utile netto rettificato per il 2025 è stimato a circa 150 milioni, in crescita del 5% anno su anno, con un Roe rettificato del 23%. L’Utile Netto contabile è stimato a 70 milioni, inclusivo dei one-off. La generazione di capitale, comunica la banca, «rimane solida» con il CET1 ratio fully capitalised 2025 atteso a 13,2% -13,7%, e con il TCR ratio a 16,4% e il 16,9%, entrambi inclusivi gli effetti dei one-off straordinari e della riduzione della NPE. La Banca pubblicherà i risultati finanziari consolidati per l’esercizio 2025 il 10 febbraio 2026.
Sulla base della minore crescita del portafoglio crediti e della performance degli incassi nel 2025, il Cda ha inoltre approvato un budget 2026 «più conservativo», rivedendo i propri target finanziari 2026. L’utile netto rettificato passa da 240 milioni a 160 milioni; l’utile per azione da 1,3 milioni a 0,8 milioni; il coefficiente costi/ricavi inferiore al 50%, da inferiore al 40%; Return on Tangible Equity a 24%, da oltre 40%. La banca comunica che il business «rimane strutturalmente solido e profittevole e si prevede continui a generare crescita degli utili ed una robusta generazione di capitale». Nella seconda metà del 2026, la banca presenterà il nuovo Piano strategico che beneficerà dalle azioni intraprese.
La governance
Allo stesso tempo il cda dell’istituto ha nominato Giuseppe Sica direttore generale, attribuendogli tutte le deleghe prima d’ora esercitate da Massimiliano Belingheri, che ha infatti rimesso le deleghe da amministratore delegato, al fine di «assicurare la piena coesione e l’allineamento all’interno del consiglio e con il management della banca, che continuerà comunque a supportare nel ruolo di consigliere di amministrazione non esecutivo».
Giuseppe Sica è entrato in Bff a febbraio 2025 in qualità di cfo complice «una lunga esperienza in primarie realtà finanziarie». In Morgan Stanley ha, tra l’altro, seguito da advisor Bff nei momenti chiave della sua crescita: nel passaggio di proprietà dal fondo Apax Partners a Centerbridge Partners nel 2015, nell’acquisizione strategica in Polonia nel 2016, fino alla quotazione della società al mercato telematico azionario di Borsa Italiana nel 2017.
