Il crollo della rivale danese Demant trascina in rosso Amplifon

(Il Sole 24 Ore Radiocor)Amplifon scivola in coda al FTSE MIB , penalizzata dal tonfo della rivale danese Demant a Copenaghen l’11,1% dopo i conti 2025. Sebbene siano stati leggermente superiori alle previsioni, con un’accelerazione della crescita nel quarto trimestre grazie alle attività legate agli apparecchi acustici e alla ripresa della diagnostica, a deludere è stato l’outlook, giudicato troppo prudente e inferiore alle previsioni soprattutto per quanto riguarda l’Ebit adjusted (atteso tra 4,1 e 4,5 miliardi di euro, contro i 4,65 miliardi stimati dal consensus). Oltre a questo, sul titolo di Amplifon pesano anche i dubbi degli analisti in vista dei conti, in arrivo il 4 marzo: «Non escludiamo con la pubblicazione dei risultati anche prime indicazioni sull’outlook 2026 e sulla strategia. Le nostre stime di ricavi per l’anno in corso e il prossimo si collocano il 2%-3% al di sotto del consensus», spiega Intermonte.

Tornando a Demant, le vendite del quarto trimestre hanno raggiunto circa 6,26 miliardi di corone danesi, superando del 2% circa le previsioni del consensus, mentre la crescita organica delle vendite è stata pari a circa il 5%, oltre la previsione di mercato per un +2,8%. L’Ebit rettificato del secondo semestre ha raggiunto circa 2,11 miliardi di corone danesi, superando dell’1% circa il consenso, con un margine rettificato del 18% in linea con le previsioni. Tuttavia, gli esperti di Morgan Stanley parlano di «un risultato solo marginalmente superiore alle attese, perlopiù legato alla ripresa di Diagnostica e Hearing Care». Come detto, però, a non piacere è l’outlook per l’anno in corso: la società ha previsto una crescita organica compresa tra il 3% e il 6% e un Ebit rettificato prima delle voci straordinarie compreso tra 4,1 e 4,5 miliardi di corone danesi per l’anno, senza alcun programma di riacquisto di azioni proprie. Inoltre, Demant prevede ora una crescita del mercato globale degli apparecchi acustici del 2%-4% nel 2026, percentuale che l’azienda considera «conservativa e temporaneamente inferiore alle ipotesi di medio-lungo termine». L’impatto negativo dei dazi è stimato in 25 milioni di corone, mentre i tassi di cambio dovrebbero pesare per circa 200 milioni sull’Ebit.

Source link