Bff Bank, la Borsa resta in allerta ma per gli analisti l’istituto vale il doppio

Il terremoto al vertice di Bff Bank continua a tenere banco sul mercato. Anche ieri (martedì 3) le azioni della banca specializzata nei pagamenti hanno subito un pesante calo, pari all’8%, portando il prezzo a quota 4,14 euro. Una discesa che si aggiunge al tracollo del 44% registrato il giorno precedente. Oggi si vedrà se il titolo registrerà un rimbalzo o meno. Resta il fatto che, in due giorni, sono passati di mano 35 milioni di pezzi, pari a circa il 20% della capitalizzazione di Borsa.

A pochi giorni dall’annuncio dei conti 2025 (attesi il 10 febbraio), la banca specializzata nella gestione e nell’acquisto pro soluto di crediti commerciali verso la Pa ha spiazzato gli investitori accendendo una serie di alert: accantonamenti straordinari sul 2025, un profit warning sugli obiettivi 2026 e un restatement dei conti 2024. Il tutto è stato reso ancor più eclatante da un cambio al vertice: lo storico Ceo, Massimiliano Belingheri, a sorpresa ha fatto un passo indietro, lasciando le deleghe al Cfo Giuseppe Sica, che assumerà poteri esecutivi.

Analisti in ordine sparso

Il prezzo di Borsa, va detto, si scontra con le valutazioni degli analisti, che continuano a rivedere i giudizi sul titolo ma mantengono un target price medio di 8,68 euro, secondo il consensus Bloomberg, un valore sostanzialmente doppio rispetto alle quotazioni attuali. Del resto, con un rapporto prezzo/utili al 2026 stimato attorno a 5-6 volte, il titolo potrebbe aver superato quanto giustificato dai soli fondamentali. Bff Bank oggi capitalizza appena 800 milioni di euro, contro i 2,2 miliardi di aprile 2024, mentre il rapporto prezzo/patrimonio tangibile oramai a 1x, contro le 2,7x dello scorso anno.

La divergenza di letture sul mercato, però, non manca. Intesa Sanpaolo e Jefferies indicano un target price a 12 euro, con giudizio buy. Equita ha invece sostanzialmente dimezzato il prezzo obiettivo, portandolo a 6 euro. Anche Kepler Cheuvreux ha tagliato il target price, riducendolo da 10,30 euro a 5 euro. Banca Akros ha sospeso il rating. Segnali che confermano come anche nel mondo delle case d’affari ci sia forte incertezza sul futuro della banca.

I punti di incertezza

L’istituto ha avviato azioni di de-risking sul portafoglio factoring in vista di una (possibile) cartolarizzazione, che comportano un accantonamento straordinario per il 2025 di circa 95 milioni di euro. Il punto critico è che le svalutazioni si riferiscono a un portafoglio crediti ampio, pari a circa 400 milioni, verso il settore pubblico, e sono legate a sentenze sfavorevoli che nel 98% dei casi sono arrivate in Appello. «Non è stato chiarito quante svalutazioni si riferiscano al perimetro del portafoglio contagiante», spiegano gli analisti di Equita.

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