
Il declino dell’Occidente
Rubio, del resto, non ha rinunciato ad avvisare che la civiltà occidentale e soprattutto l’Europa rischiano il declino, a causa della migrazione e della deindustrializzazione e della transizione energetica. «Non vogliamo che i nostri alleati siano deboli, perché questo ci rende più deboli», ha detto. «In America non abbiamo alcun interesse a essere custodi educati e ordinati del declino gestito dall’Occidente, non cerchiamo di separarci ma di rivitalizzare una vecchia amicizia e rinnovare la più grande civiltà della storia umana».
E sulla Groenlandia, al centro di una crisi senza precedenti tra Usa ed Unione Europea, la premier danese, Matte Frederiksen, ha avvisato che «Trump vuole ancora l’isola e sta cercando di fissare un prezzo per ottenerla». Un altro ministro tedesco, quello alla difesa Boris Pistorius, ha ribadito che «mettere in dubbio la sovranità di un paese della Nato ed escluderci da negoziati che sono cruciali per la sicurezza del continente danneggia la nostra alleanza e rafforza i nostri avversari»
Il deterrente nucleare europeo
Intanto, Germania e Francia lavorano a un qualche sistema di deterrenza nucleare paneuropeo, per ridurre anche in questo ambito la dipendenza da un alleato che si è dimostrato nei fatti non più affidabile come un tempo. Merz e il presidente francese, Emmanuel Macron, hanno rilanciato il progetto proprio a Monaco. Il segretario Generale della Nato, Mark Rutte, ci tiene però a precisare: bene discutere, ma solo come integrazione all’ombrello nucleare statunitense. Il fondamento cruciale della libertà in Europa rimane la protezione fornita dagli Stati Uniti, ha sottolineato Rutte che più volte in passato ha messo il continente di fronte ai propri limiti sulla difesa e sulla sicurezza.
La crisi ucraina
Zelensky, a sua volta acclamato con una standing ovation, ha affermato che «non c’è Paese in Europa che possa contare solo sulla propria tecnologia e sul proprio denaro per difendersi. Ecco perché la Russia investe nella rottura della nostra comunità euroatlantica, perché è questa unità che ci protegge». I colloqui con Russia e Stati Uniti riprenderanno la prossima settimana a Ginevra. Zelensky ha espresso la speranza in risultati concreti, ma ha sottolineato che «troppo spesso» a Kyiv vengono chieste concessioni senza negoziare.
