EuroGroup Laminations, lo stop dell’India fa saltare l’operazione con FountainVest

Manca l’autorizzazione dell’India. Dunque, la società cinese di private equity FountainVest ha annullato un accordo per l’acquisto di una quota importante di EuroGroup Laminations (Egla) da Ems, principale azionista del produttore italiano di componenti per motori elettrici, per non essere riuscita a ottenere l’approvazione normativa in India.

Lo stop alle trattative

Stamane, proprio Ems (Euro Management Services) e Ferrum (veicolo di investimento di proprietà di FountainVest) hanno dichiarato, in una nota congiunta, che le discussioni sulla conformità con le autorità indiane non hanno avuto successo e che non è stata trovata una soluzione alternativa, pertanto hanno annullato l’ accordo per «complessità sopraggiunte durante il processo». Le azioni di Eurogroup non sono state scambiate all’apertura del mercato in quanto si è previsto un calo di circa il 50 per cento.

Lo scorso anno, Eurogroup ha accettato di vendere la sua partecipazione del 45,7% nel fornitore di componenti per motori elettrici a FountainVest, in un accordo che prevedeva un’offerta di acquisto volta a delistare l’azienda italiana. L’accordo era subordinato all’ottenimento delle autorizzazioni normative in tutti i mercati rilevanti, inclusa l’India. Ems e FountainVest hanno quindi avviato e condotto trattative per individuare soluzioni alternative che potessero ugualmente consentire il perfezionamento dell’operazione nel rispetto della normativa indiana minimizzando, al contempo, gli impatti sul business plan condiviso, inclusa l’ipotesi di un eventuale scorporo della controllata indiana del gruppo. Tuttavia, queste trattative non hanno avuto esito positivo. Alla luce di questo, Ems e FountainVest hanno preso atto dell’irrealizzabilità della condizione sospensiva relativa all’ottenimento dell’autorizzazione in materia di investimenti esteri diretti in India e della conseguente impossibilità di dare corso all’intera operazione.

Secondo un documento visionato da Reuters a gennaio, il governo italiano aveva già autorizzato l’operazione imponendo condizioni non specificate in base alle cosiddette regole del golden power, volte a proteggere gli asset strategici. Egla ha dichiarato – in un comunicato stampa separato – che la risoluzione dell’accordo non ha influito sulle sue prospettive industriali o finanziarie

La genesi dell’operazione

L’operazione era stata annunciata lo scorso luglio, quando Ems (Euro Management Services) aveva accettato di cedere la sua partecipazione del 45,7% in EuroGroup Laminations a un veicolo di investimento di proprietà del fondo con sede a Hong Kong per 3,85 euro ad azione. In base agli accordi, Ems avrebbe poi reinvestito il 50% del ricavato della vendita in una nuova holding costituita con FountainVest per detenere la proprietà di EuroGroup.
FountainVest aveva anche concluso un accordo per acquisire la partecipazione del 7,9% di Tikehau Capital nel gruppo italiano allo stesso prezzo, il che significa che alla chiusura dell’operazione, che era prevista per la prima metà del 2026, la nuova holding avrebbe detenuto il 55,3% del capitale sociale con diritto di voto. Successivamente, secondo i piani, sarebbe stata lanciata un’offerta pubblica di acquisto sulle restanti azioni, sempre a 3,85 euro, per una valutazione della società di 626 milioni di euro, con l’obiettivo di delistarla. Il giorno dell’annuncio dell’operazione, il titolo di EuroGroup Laminations aveva guadagnato il 52,62%, arrivando a 3,56 euro per azione e allineandosi così al prezzo di acquisto proposto. Oggi invece è arrivato lo stop.

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