Trimestrali sotto i riflettori, con un occhio sempre attento alle indicazioni che arrivano dalle banche centrali, mentre le tensioni geopolitiche tornano a farsi sentire: i mercati europei si affacciano incerti alla seduta odierna, tra fattori contrastanti e con gli indici che si muovono sempre sui massimi. I contratti sull’Eurostoxx50 indicano per l’Europa un’apertura in calo dello 0,10%, quelli milanesi segnano un +0,05% per l’indice principale.
Si acuiscono le tensioni tra Iran e Usa mentre da Ginevra è fumata nera anche per i colloqui tra Russia e Ucraina: tornano gli acquisti sui preziosi (+0,8% a 5.015 dollari l’oro e +2,3% a 78,94 l’argento) e sul petrolio (Brent sopra i 70 dollari). Intanto, il board della Fed si mostra diviso sulla direzione di politica monetaria da seguire. Oggi in calendario i sussidi alla disoccupazione, in attesa dei dati chiave del Pce e del Pil di domani.
Sull’azionario globale, le Borse di Cina e Hong Kong restano chiuse per il Capodanno cinese, l’indice coreano Kospi ha superato i 5600 punti toccando un nuovo record, spinto dagli acquisti sui tech. Nuovi record intraday per Samsung, dopo che la stampa locale ha scritto che il gruppo sta negoziando i prezzi di fornitura dei suoi chip Hbm4 a circa 700 dollari l’uno, circa il 20-30% in più rispetto al precedente modello Hbm3e. Attenzione quindi a tutto il comparto tech anche in Europa, come già ieri a Wall Street, con gli acquisti che si sono concentrati sul Nasdaq.
La Borsa di Tokyo conclude le contrattazioni in rialzo con la tecnologia nuovamente in grande spolvero, in scia ai segnali di ripresa che provengono dagli indici statunitensi, dopo i recenti ribassi del comparto dell’intelligenza artificiale (Ai). Il listino di riferimento Nikkei segna un incremento dello 0,57%, a quota 57.467,83, e un guadagno di 323 punti. Sul fronte dei cambi lo yen è stabile sul dollaro, trattando a un livello di 155,10, e sull’euro poco sotto a 183.
Sull’azionario europeo sono ancora le trimestrali a catalizzare l’attenzione degli investitori europei: Airbus ha chiuso il 2025 con profitti record a 5,22 mld euro, su ricavi cresciuti del 6% a 73,4 miliardi di euro; Nestlè chiude l’anno con ricavi in calo ma batte le stime sul quarto trimestre e annuncia la vendita della divisione gelati, mentre per Renault il 2025 si chiude in rosso per 10,9 mld con la svalutazione di Nissan ma i ricavi salgono del 3% a 57,9 mld.
