Al vertice globale sull’IA in corso a Nuova Delhi, Sam Altman, capo di OpenAI, la società che ha sviluppato e messo sul mercato ChatGpt, ha dichiarato che il mondo ha urgente bisogno di regole per governare il rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale. «Non sto suggerendo che non abbiamo bisogno di regolamentazioni o garanzie. Ne abbiamo urgente bisogno, come per qualsiasi altra tecnologia di questa potenza», ha affermato Altman.
Non è la prima volta che Altman si esprime in questo modo, aveva già detto le stesse cose di fronte al Congresso americano tre anni fa, quando la forza dirompente della nuova tecnologia non era nota ai più. In quell’occasione uno dei guru mondiali dell’intelligenza artificiale aveva parlato della necessità di un quadro normativo riconosciuto e condiviso a livello internazionale e di un’azione coordinata dei governi per regolare lo sviluppo di queste tecnologie. Questa volta Altman interviene su un palcoscenico ancora più grande, di fronte a una ventina di leader di tutto il mondo e ai più importanti ceo e manager del settore, ospiti del premier indiano Narendra Modi.
Quasi contemporaneamente un’altra voce autorevole di Silicon Valley si leva per dire in sostanza le stesse cose. Sempre dal summit a New Delhi, parla infatti Demis Hassabis, ceo di Google DeepMind, e afferma che l’intelligenza artificiale pone gravi rischi che richiedono un’attenzione urgente e devono essere affrontati con una cooperazione internazionale.
Hassabis ha individuato due principali categorie di rischio legate alla tecnologia dell’IA: i malintenzionati che riutilizzano tecnologie utili in modi dannosi e i rischi tecnici insiti in sistemi sempre più autonomi. «Man mano che i sistemi diventano più autonomi e indipendenti, saranno più utili, più simili ad agenti, ma avranno anche un maggiore potenziale di rischio e di azioni che forse non avevamo previsto quando li abbiamo progettati», ha affermato in un’intervista a Bloomberg Television.
Il co-fondatore di DeepMind ha espresso preoccupazione per il fatto che le istituzioni attuali potrebbero non essere abbastanza forti da gestire i futuri sviluppi dell’IA. Ha sottolineato la portata globale della tecnologia, aggiungendo che «è digitale, quindi probabilmente avrà un impatto su tutti nel mondo e attraverserà i confini». Hassabis ha anche sottolineato l’importanza di incontri internazionali come quelli nel Regno Unito, a Parigi, a Seul e altrove, e di forum cruciali per fare incontrare i decisori politici e gli esperti di tecnologia. «Deve esserci un elemento di cooperazione internazionale, o forse almeno degli standard minimi su come queste tecnologie dovrebbero essere implementate».
