Parti di motori per aeromobili vendute in tutto il mondo con certificazioni false hanno causato un danno di 40 milioni di sterline al settore aeronautico, ma oltre alle perdite economiche i falsi hanno messo a rischio la sicurezza dei voli. L’indagine partita nel 2023, è arrivata a conclusione con la condanna da parte di un Tribunale inglese del trader del settore aeronautico che ha venduto 60mila pezzi non autorizzati a compagnie aeree di tutto il mondo, le quali sono state costrette a mettere a terra gli aerei e a smontare i motori per trovare le parti difettose. L’ideatore della truffa, l’ex direttore della società britannica AOG Technics è stato condannato a 4 anni e otto mesi di prigione per avere falsificato i documenti di migliaia di parti di aerei, una frode globale ai danni del settore aeronautico.
A scoprire i falsi sono stati gli ingegneri della filiale di manutenzione di TAP Air Portugal che hanno rilevato per la prima volta il problema nel 2023. Allertate le autorità aeronautiche di tutto il mondo, dall’Aviazione Civile del Regno Unito, alla Federal Aviation Administration degli Stati Uniti e l’Agenzia per la Sicurezza Aerea dell’Unione Europea, il passo successivo è stata la comunicazione agli operatori e alle compagnie aeree che hanno dato il via a una corsa globale da parte dei vettori per smantellare i motori interessati e rimuovere i componenti compromessi. Parte di questi componenti sono montati sui motori CFM56 che alimentano alcuni Airbus come l’A320 SE e i Boeing 737, tra gli aerei più venduti nel mondo.
Tra i truffati ci sarebbero compagnie del calibro di American Airlines, Delta Air Lines, Ethiopian Airlines e Ryanair. Soltanto il produttore di motori CFM International, controllato da GE Aerospace e Safran, ha subito perdite per circa 3 milioni di sterline, oltre al “danno alla reputazione”. Complessivamente, le perdite subite dagli operatori sono state calcolate in 39,9 milioni di sterline.
L’ex direttore Zamora Yrala e AOG Technics sono stati citati in giudizio presso l’Alta Corte di Londra da CFM International, GE e Safran nel 2023, poco dopo che le autorità di regolamentazione europee avevano avviato un’indagine su segnalazioni relative al ritrovamento di parti prive di certificati validi sui motori CFM56.
Lo scandalo ha messo in luce alcuni dei meccanismi del commercio globale di ricambi, un settore altamente regolamentato e ossessionato dalla sicurezza, ma che offre anche scappatoie per falsificare la documentazione e vendere componenti a prezzi superiori al loro valore reale. L’uomo condannato, di origine venezuelana, era diventato un esperto di questo mercato dopo una esperienza come DJ di musica dance in Venezuela. Dal suo appartamento nel sud di Londra, aveva creato e gestito, per un paio di anni, il suo quartier generale: dal suo computer di casa, secondo quanto hanno rilevato le indagini, manipolava i veri Authorised Release Certificates (ARCs), la documentazione che garantisce l’aeronavigabilità, creando falsi promemoria di spedizioni per indicare che AOG avesse acquistato parti direttamente dai produttori.
