(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Diageo taglia la guidance per la seconda volta e riduce il dividendo, con il gruppo che soffre per la debolezza della domanda in Cina e Stati Uniti. Ko il titolo del produttore del whisky Johnnie Walker e della birra Guinness a Londra con un ribasso attorno ai sei punti. Ma lo scivolone e le previsioni pesano anche sui competitor europei: a Milano in coda al listino Davide Campari e a Parigi Pernod Ricard è maglia nera con un calo oltre il 3%.
Diageo ha chiuso il primo semestre dell’esercizio 2025-2026 con ricavi in calo del 4% a 10,46 mld dlr (-2,8% a livello organico), facendo peggio delle attese degli analisti. In calo anche l’utile per azione adjusted: -2,5% a 95,3 centesimi di dollaro, così come il dividendo (0,2 dollari). Tagliate le stime per il dividendo dell’esercizio in corso (massimo 50 centesimi). Il gruppo guidato dal nuoco ceo Dave Lewis sta proseguendo il programma di riduzione dei costi e ha raggiunto il 50% dei risparmi previsti. Tagliate le previsioni di crescita delle vendite nette organiche e dell’utile operativo: le vendite sono attese ora in calo tra il 2% e il 3% a livello organico e l’utile operativo, sempre organico, è previsto invariato su anno o al massimo in crescita sotto il 5%.
«I principali elementi negativi sono l’entità del taglio alla guidance sui ricavi (soprattutto negli Stati Uniti), il forte miss sull’ebit in Nord America e la riduzione del dividendo, che non era ampiamente attesa dal mercato», dicono gli analisti di Ubs in una nota. Sebbene i risparmi sui costi vengano anticipati e i tagli alle spese A&P (advertising & promotion) proteggano dalla leva operativa negativa, «il maggiore investimento implicito derivante dal taglio del dividendo potrebbe avere implicazioni sulla crescita dell’ebit organico negli anni successivi». Ubs ha un giudizio neutral sul titolo con target price a 1,78 euro.
