BorseUe poco mosse, conti Nvidia sopra le attese ma ora il focus passa su Usa-Iran

(Il Sole 24 Ore Radiocor)– Viaggiano poco mosse le borse europee che, pur restando sui massimi, cercano di orientarsi all’indomani della pubblicazione dei conti di Nvidia che sembrano allontanare l’ipotesi di una fine dell’euforia per il comparto dell’Ai. Il colosso americano ha pubblicato risultati fiscali del quarto trimestre migliori del previsto, trainati da una crescita del 75% del fatturato nel suo core business dei data center; i ricavi salgono a 68 miliardi di dollari (+73%) e l’utile netto è quasi raddoppiato, salendo a circa 43 miliardi. Sono dati importanti perché il mercato azionario guarda al gigante dei chip di Santa Clara, simbolo della rivoluzione dell’Ai, come al termometro per misurare la salute dei mercati tecnologici globali, in una fase in cui gli analisti cercano conferme sulla solidità futura della richiesta di chip. A livello macro occhi puntati sulle richieste di sussidio di disoccupazione americana utili ad ottenere ulteriori indicazioni sul percorso della politica monetaria della Fed. E proprio sul fronte dei tassi, secondo il FedWatch Tool del Cme, i mercati attualmente prevedono tre tagli da 25 punti base da parte della Federal Reserve nel corso dell’anno. Sullo sfondo resta la questione dei dazi imposti dall’amministrazione di Donald Trump e i colloqui tra Stati Uniti e Iran in Svizzera. In questo contesto viaggiano deboli il FTSE MIB , il CAC 40 e il DAX 30 .

A Piazza Affari raffica di trimestrali

Trimestrali in primo piano sul listino principale. Eni ha visto l’utile adjusted del quarto trimestre salire del 35% utile a 1,2 miliardi, mentre è calato nel 205 a 4,98 miliardi. Prysmian ha chiuso lo scorso anno con un utile record di 1,27 miliardi mentre quello di Poste Italiane è salito del 10% con ricavi record a 13.1 miliardi. La società guidata da Matteo Del Fante ha inoltre reso noto di essere salita al 27,32% di Telecom Italia , acquisendo una ulteriore quota da Vivendi. Occhi puntati su Stellantis che, nel confermare le guidance 2026 fornite il 6 febbraio scorso insieme ai risultati preliminari, ha reso noto di aver chiuso il 2025 con una perdita netta di 22,332 miliardi di euro (contro l’utile 5,52 miliardi del 2024) dovuta a 25,4 miliardi di euro di oneri straordinari per l’intero anno, che «riflette principalmente un cambiamento strategico volto a riportare le preferenze dei clienti e la libertà di scelta al centro dei piani dell’azienda». Sotto i riflettori Saipem dopo che il cda ha annunciato a sorpresa che è saltato l’accordo per l’acquisto della nave di perforazione Deep Value Driller. La società «si riserva ogni opportuna azione legale a tutela dei propri interessi e diritti in ogni sede, nessuna esclusa». Fuori dal paniere principale occhi puntati su Pirelli & C dopo i conti della vigilia.

Sale l’oro, petrolio poco mosso

Torna a salire l’oro che si riporta sopra la soglia dei 5mila dollari l’oncia. Il metallo prezioso è sostenuto da un dollaro più debole e dalla domanda di beni rifugio in un contesto di incertezza sulla politica tariffaria degli Stati Uniti e sui colloqui tra Usa e Iran. Sul fronte valutario il cambio euro/dollaro si attesta in area 1,181. Poco mosso il prezzo del petrolio in attesa di eventuali sviluppi sui dialoghi Usa-Iran: il Wti in area 65 dollari e il Brent supera la soglia dei 71 dollari.

Tokyo aggiorna il record storico

Chiusura positiva per la Borsa di Tokyo che mette a segno un rialzo dello 0,3% e aggiorna il record storico dell’indice di riferimento, superando per la prima volta quota 59.000. A fare da traino ancora una volta dall’ottimismo sulla tecnologia e il comparto della intelligenza artificiale, dopo i risultati incoraggianti di Nvidia e Oracle. In particolare i mercati azionari asiatici hanno registrato un aumento generalizzato sulla scia dei risultati superiori alle attese del produttore del colosso americano che hanno contribuito ad alleviare alcuni timori degli investitori riguardo al boom dell’intelligenza artificiale. Il Kospi sudcoreano ha proseguito la sua corsa al rialzo dopo aver superato quota 6.000 all’inizio della settimana.

 

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