BTp Valore al via oggi: cosa sapere e perché valgono il 70% del debito pubblico

A fine maggio 2023, cinque giorni prima del debutto del primo BTp intitolato al «Valore», i risparmiatori italiani detenevano 310,8 miliardi di debito pubblico italiano. A novembre scorso, dopo l’ultima offerta realizzata finora in questo filone, il loro portafoglio era salito a 453 miliardi, 142,2 in più rispetto a due anni e mezzo prima. Nel frattempo, le sei tornate dei titoli di Stato pensati per famiglie e piccoli investitori avevano cumulato una raccolta da 96,4 miliardi, somma che vale il 67,8% dell’aumento registrato nello stesso periodo dal complesso dei BTp nei conti titoli di quest’area di mercato.

Questo paio di calcoli è sufficiente per capire quanto sia centrale il ruolo dei BTp Valore nello spingere quella ritrovata passione dei risparmiatori italiani per i titoli di Stato, su cui il Governo ha puntato parecchio per allargare il portafoglio clienti del Tesoro. Il punto non è politico, come mostra nello stesso periodo la risalita ancora più netta della quota di debito nelle mani degli investitori stranieri, ma pratico, legato com’è all’esigenza di trovare approdi stabili per un emittente che ogni anno è chiamato a collocare più di 350 miliardi di euro, e deve fare i conti con la fine del lungo periodo in cui erano le banche centrali a fare man bassa di debito pubblico.

La linea del rigore fiscale da cui il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti non si è spostato in questi anni a costo di scontentare più di un partner di maggioranza del resto ha contribuito parecchio a irrobustire una domanda di titoli di Stato che ha inanellato una serie di record sia sull’orizzonte domestico sia su quello internazionale. Si spiega anche così la ritrovata vivacità dei BTp People, che nei BTp hanno potuto incontrare rendimenti interessanti a fronte di un rischio effettivo nei dintorni dello zero.

In questa corsa, che negli ultimi due anni e mezzo ha portato dall’11% al 14,5% la quota di debito nelle mani dei risparmiatori italiani, la famiglia del «Valore» costruita al Tesoro per dare una fisionomia riconoscibile alle offerte per i piccoli investitori ha anzi avuto un peso probabilmente superiore a quel 67,8% citato sopra. Perché è vero che nei 3,3 milioni di acquisti cumulati dalle sei offerte realizzate fin qui (il calcolo comprende anche il BTp Più di febbraio 2025) si possono nascondere anche acquisti di risparmiatori che hanno comprato un titolo nuovo dopo aver venduto in anticipo un BTp Valore precedente. Ma il fenomeno appare marginale, mentre alla voce «altri residenti» del censimento di Bankitalia sulla distribuzione del debito pubblico entrano anche le imprese domestiche non finanziarie, che però non fanno parte del mercato retail puro. Nell’ambito di famiglie e risparmiatori, che rappresentano il raggio d’azione dei BTp Valore, la raccolta complessiva può quindi valere più del 70% della quota aggiuntiva cumulata dal retail in questi due anni e mezzo.

Su questi presupposti, è alta l’attesa per il nuovo BTp Valore in offerta da oggi, lunedì 2 marzo, fino a venerdì 6 marzo, salvo l’ipotesi di chiusura anticipata che fin qui rimasta (ovviamente) inutilizzata.

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