MILANO
Era stato un anno record, il 2025, per l’immobiliare degli Emirati. Poi, le immagini del Burj Al Arab hotel in fiamme, colpito dai detriti di un drone (assieme all’incendio al Fairmont The Palm hotel sulla Palm Jumeirah), a Dubai, hanno incrinato lo skyline e affossato le Borse.
Dall’inizio del conflitto, l’indice immobiliare del Dubai Financial Market (DFM) ha perso oltre il 17%, segnando il calo più marcato tra gli indicatori di settore. Dopo aver registrato rendimenti del 180% da ottobre 2023, ha ora azzerato tutti i guadagni del 2026.
Dall’inizio del conflitto, Emaar Properties, uno dei maggiori costruttori immobiliari degli Eau oltre che costruttore del Burj Khalifa, e Aldar Properties, il più grande developer quotato in borsa di Abu Dhabi, hanno lasciato a terra il 18% del proprio valore.
Entrambi, ieri 10 marzo, hanno chiuso in perdita, rispettivamente, a -4,1% e -3,6 per cento.
