Usa-Iran, Teheran non cede. Trump cancella il viaggio dei suoi inviati

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I colloqui tra Usa e Iran stentano a ripartire. Trump annulla la missione dell’inviato Witkoff in Pakistan. «Possono chiamarci, abbiamo le carte in mano», ha detto il presidente Usa lamentando anche una «confusione sulla leadership a Teheran». Le osservazioni iraniane erano state consegnate al Pakistan dal ministro degli esteri del regime Araghchi poi partito per un tour con i paesi mediatori prima a Muscat e poi a Mosca. Dopo lo stop però l’Iran, ha fatto sapere il tycoon, ha mandato una nuova proposta. «È migliore ma non basta», ha aggiunto Trump

Libano, nuovi attacchi Idf sul Sud del Paese dopo gli ordini di Netanyahu

I media statali libanesi hanno riportato in serata una serie di nuovi attacchi israeliani in almeno quattro diverse località nel sud del Paese, dopo che il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu aveva ordinato al suo esercito di attaccare Hezbollah a seguito di presunte violazioni del cessate il fuoco. L’agenzia di stampa statale National News Agency ha riportato due attacchi in rapida successione in una città del distretto di Bint Jbeil, un altro in una città del distretto di Tiro e attacchi in altre due città del distretto di Nabatieh.

Trump: «L’attentato non mi distoglierà da voler vincere la guerra in Iran»

«Questo incidente non mi distoglierà dal vincere la guerra in Iran». È quanto ha dichiarato il presidente Usa Donald Trump in una conferenza stampa alla Casa Bianca, dopo l’attentato sventato all’hotel Hilton di Washington, dove era in programma la cena con i giornalisti. Il presidente ha poi aggiunto di non pensare che la sparatoria fosse legata alla guerra. «Voglio vivere perché voglio rendere questo paese grande. Quando hai impatto ti prendono di mira. Quando non lo hai ti lasciano in pace». Il presidente poi ricordato l’attacco subito durante la campagna elettorale, quando era stato ferito a un orecchio. «Non è la prima volta nell’ultimo paio di anni che i repubblicani vengono attaccati o uccisi. Alla luce di questa sera, chiedo agli americani di risolvere le differenze pacificamente. Vale per i repubblicani, i democratici, gli indipendenti, i progressisti». A chi gli chiedeva se fosse preoccupato per le minacce alla sua vita, il presidente ha invece risposto: «È una professione pericolosa». Poi ha aggiunto: «Nessun Paese è immune alla violenza politica».

Spari contro Trump, l’agenzia iraniana: forse una messa in scena

L’azione di fuoco contro il presidente Trump «ha suscitato dubbi e molti interrogativi fin dai primi minuti». Così l’agenzia di stampa iraniana Tasnim scrive sui social. «Numerosi utenti del web negli Stati Uniti si chiedono: se si tratta di una messa in scena e qual è l’obiettivo di Trump? Vuole forse sfruttarla in vista delle prossime elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, o intende usarla contro l’Iran o un altro Paese?», commenta Tasnim.

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