Bce: banche area euro stringono gli standard di credito

Le banche dell’area euro hanno irrigidito gli standard di credito in tutte le principali categorie di prestiti nel primo trimestre del 2026, a causa dell’aumento dei rischi percepiti e di una minore propensione al rischio. È quanto emerge dalla consueta indagine della Bce sui finanziamenti erogati dal sistema bancario del continente.

Per i prestiti alle imprese si registra un irrigidimento netto del 10%, superiore alle attese e ai livelli storici medi, il più marcato dal terzo trimestre del 2023 e parte di una tendenza restrittiva in atto dalla metà del 2025. Anche i prestiti alle famiglie sono stati interessati: lieve stretta per i mutui casa (2%) e più significativa per il credito al consumo (15%).

Le banche indicano tra i principali fattori l’incertezza sul quadro economico, le tensioni geopolitiche e l’andamento dell’energia, con pressioni legate anche all’esposizione verso imprese energivore e alla regione del Medio Oriente. Per il secondo trimestre gli istituti si attendono un ulteriore e più diffuso irrigidimento degli standard, sia per le imprese sia per i mutui, oltre a una nuova stretta sul credito al consumo, anche a causa dei maggiori costi di finanziamento.

Le condizioni applicate ai prestiti sono state inasprite per imprese e credito al consumo, mentre sono rimaste stabili per i mutui. Parallelamente, è aumentata la quota di domande di prestito respinte, in particolare nel credito al consumo. La domanda di prestiti è attesa in calo, sia da parte delle imprese – per minori investimenti – sia delle famiglie, penalizzate da fiducia più debole e minori acquisti di beni durevoli.

Dalla survey emerge inoltre che quasi la metà delle banche dell’area euro utilizza la cartolarizzazione per erogare nuovi prestiti, gestire il rischio di credito e migliorare liquidità e funding, facendo leva anche su investitori non bancari per l’acquisto dei crediti cartolarizzati.

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