L’economia tedesca tiene nel primo trimestre, ma l’industria boccia il Governo Merz

L’economia tedesca mette a segno una crescita dello 0,3% nel primo trimestre del 2026, smentendo, almeno per ora, i peggiori timori di stagnazione. Il cancelliere, Friedrich Merz, e il suo Governo di coalizione avranno però poco da festeggiare.

La frenata che verrà

Innanzi tutto, il conflitto in Iran è iniziato alla fine di febbraio e lo shock energetico ha cominciato a produrre effetti solo nell’ultimo mese del trimestre. «L’economia tedesca – ha affermato Carsten Brzeski, di Ing – sembra in condizioni migliori di quanto la sua reputazione lasci intendere», ma la stima preliminare diffusa ieri da Destatis «non include dati concreti relativi a marzo e non si può escludere una revisione al ribasso».

Inoltre, se i dati sul Pil guardano al passato, gli indicatori prospettici (indice dei responsabili degli acquisti, fiducia, aspettative) anticipano una frenata. Per Marc Schattenberg, di Deutsche Bank Research, «non si può escludere una leggera contrazione nel trimestre in corso, soprattutto alla luce della perdita di potere d’acquisto causata dall’inflazione», che ad aprile è risalita al 2,9% e che gelerà il contributo dei consumi privati. Il Governo e i principali istituti economici tedeschi hanno già dimezzato attorno allo 0,5% le previsioni di crescita per il 2026.

Il buon dato del primo trimestre rischia così di trasformarsi nel rimpianto di quello che si è perso con la guerra in Iran. «L’inizio di anno è sorprendentemente buono, ma la guerra in Iran sta rovinando il quadro», ha detto Sebastian Wanke, della banca di sviluppo KfW.

La bocciatura dell’industria

A poco meno di un anno dall’insediamento dell’Esecutivo di coalizione tra Unione Cdu-Csu ed Spd (il 6 maggio del 2025), sul cielo di Berlino volano insomma poche rondini. L’agenda delle riforme non ha fatto grandi passi avanti, ostaggio dei conflittuali rapporti tra i partner, che riecheggiano le litigiosità della precedente coalizione Semaforo, tra Socialdemocratici, Verdi e Liberali, collassata prima del tempo per le proprie contraddizioni.

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