Lufthansa prevede un aumento di 1,7 miliardi di euro per il carburante

Il gruppo tedesco Lufthansa prevede un aumento del costo del carburante per 1,7 miliardi di euro per l’anno in corso, ma nonostante le incertezze dovute al conflitto e alla chiusura dello Stretto di Hormuz conferma la guidance finanziarie per il 2026. La compagnia ha detto di essere coperta all’80% sui rischi di aumento del prezzo del carburante, tuttavia teme per le restrizioni nelle forniture di cherosene. «Sebbene attualmente non siano previste restrizioni in nessuno degli hub del gruppo Lufthansa, una potenziale riduzione della disponibilità di carburante più avanti nell’anno rappresenta un ulteriore fattore di rischio», specifica la compagnia in una nota.

Per contenere i costi dovuti all’aumento dei prezzi del carburante, il gruppo prevede maggiori ricavi dalla vendita dei biglietti, una migliore pianificazione della rete e ulteriori misure di riduzione dei costi che non ha specificato. La compagnia ha già annunciato la chiusura della compagnia aerea regionale CityLine e dismesso gli aerei più vecchi e a maggiore consumo di carburante, con conseguente riduzione di circa 20mila voli.

La crisi delle compagnie del Golfo a causa della chiusura dello spazio aereo all’indomani del 28 febbraio, ha spinto la domanda verso i voli diretti verso l’Asia, una circostanza che il gruppo Lufthansa è riuscita a cogliere. Infatti, nel primo trimestre ha registrato una perdita inferiore alle attese, proprio grazie alla forte domanda di voli a lungo raggio che ha contribuito a compensare la volatilità dei costi del carburante e le cancellazioni causate dagli scioperi. La perdita a lordo degli interessi e delle imposte si è ridotta del 15% a 612 milioni di euro, un risultato migliore delle attese degli analisti. Anche i ricavi, pari a 8,7 miliardi di euro, sono risultati superiori alle aspettative.

Lufthansa ha affermato che una leggera crescita del traffico a lungo raggio ha compensato quelle che ha definito lievi riduzioni di capacità nei viaggi a corto e medio raggio. Sebbene la compagnia prevedesse un’estate di viaggi intensa, nel complesso» il profilo rischio-opportunità si è spostato verso i rischi», ha dichiarato in un comunicato.

La domanda globale di viaggi aerei rimane alta e continua a dimostrare resiliente anche in tempi di crisi. In questo contesto, la stagione estiva si prevede intensa. Un ulteriore slancio deriva dai cambiamenti nei flussi di passeggeri: i viaggiatori si stanno spostando sempre più dagli aeroporti della regione del Golfo verso hub del Gruppo Lufthansa sullo sfondo della crisi mediorientale. «Si registra solo una lieve riduzione della capacità, rispetto alle previsioni precedenti di un +4% su base annua, che si attestano su valori stabili o addirittura +2% su base annua – scrive l’analista di Bernstein, Alex Irvin – Un messaggio simile sulla solidità della domanda è stato inviato ad Air France-KLM la scorsa settimana; tuttavia, restiamo cauti poiché la visibilità sui ricavi del terzo e quarto trimestre è incompleta in questa fase».

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