Google tratta con SpaceX per i data center orbitali dedicati all’AI

L’indiscrezione l’aveva lanciata il Wall Street Joirnal. E ora c’è anche la conferma di Google, che ha ammesso di essere in trattative con SpaceX e altri operatori per possibili futuri lanci legati a Project Suncatcher, il programma con cui l’azienda sta studiando data center orbitali alimentati da energia solare. L’obiettivo è creare una rete di satelliti equipaggiati con Tensor Processing Units (i chip usati da Google per l’intelligenza artificiale) trasformando l’orbita terrestre in una sorta di cloud distribuito nello spazio.

Un progetto ambizioso, insomma. Anche e soprattutto perché, secondo quanto dichiarato dall’azienda, il primo prototipo dovrebbe essere lanciato intorno al 2027 insieme a Planet Labs.

La notizia nella notizia, però, è un’altra. E cioè la conferma che le big della tecnologia stiano valutando nuove infrastrutture per sostenere la crescente domanda energetica e computazionale dell’AI. E lo stiano facendo guardando allo spazio.

Per SpaceX, un eventuale accordo con Google avrebbe anche un valore strategico. L’azienda di Elon Musk sta investendo sempre di più sull’idea dei data center spaziali, un settore che richiede enormi capitali e che potrebbe diventare uno dei pilastri della futura quotazione in Borsa della società (prevista comunque per questo 2026).

Il rapporto tra Musk e Google è stato storicamente complesso sul fronte AI. Musk contribuì alla nascita di OpenAI nel 2015 anche come risposta al predominio di Google nell’intelligenza artificiale, prima di allontanarsi dal progetto. Oggi, però, SpaceX e Google si ritrovano a esplorare lo stesso mercato. E soprattutto, Musk ha un nemico dichiarato: OpenAI e Sam Altman. Vedremo se il rapporto con Google crescerà anche su questo binario.

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