Ferrari crolla in Borsa dopo la presentazione ufficiale Ferrari Luce, la prima vettura 100% elettrica della Casa di Maranello. Design, prezzo e strategia non convincono il mercato, spiazzato da un modello che, secondo molti osservatori, è distante dai canoni estetici di Maranello. Tra questi spicca l’ex presidente della Rossa, Luca Cordero di Montezemolo: «Se dovessi dire quello che penso, farei del male alla Ferrari. Si rischia la distruzione di un mito e mi dispiace moltissimo. Almeno si tolga il cavallino», ha affermato a margine dell’assemblea di Confindustria. Una posizione forte, quella di Montezemolo, che per gli addetti ai lavori sintetizza perfettamente le perplessità e i dubbi sulla attesissima prima vettura elettrica di Maranello. Partendo da quelli del mercato: in Borsa l’accoglienza è stata fredda, con il titolo che in apertura segnava un calo superiore al 6%.
La performance arriva all’indomani della presentazione ufficiale di Ferrari Luce, dopo un lavoro durato cinque anni. «Il prezzo di partenza è stato fissato a 550.000 euro, ben al di sopra del modello più costoso attualmente presente nella gamma Ferrari (Testarossa a 460.000 euro) e significativamente superiore al prezzo medio di vendita di Ferrari per il primo trimestre 2026, pari a 453.000 euro. Prevediamo che la Luce rimarrà un’offerta di nicchia all’interno della gamma, rappresentando circa l’1% dei volumi totali», rilevano gli analisti di Mediobanca. Si soffermano su un prezzo di vendita superiore al prezzo medio di vendita del gruppo di circa 440 mila euro nel 2025 anche gli analisti di Equita, che evidenziano anche come non sia «stata fornita alcuna indicazione sui volumi attesi».
«Restiamo dell’idea che un modello elettrico con prezzo elevato, pur essendo un modello “range”, non genererà volumi elevati» e che i volumi di Luce non «siano determinanti nell’influenzare i risultati di gruppo, ma trattandosi di un primo modello con una nuova motorizzazione è importante preservare l’immagine di qualità e performance». In tema di prezzo, secondo Intermonte, potrebbe «risultare accrescitivo rispetto ai ricavi medi per unità di circa 460mila euro (da considerare al netto dell’Iva ma inclusivi delle personalizzazioni, che mediamente rappresentano il 19-20%)». Eppure, gli esperti confidano «nella capacità dell’azienda di produrre il veicolo secondo i più elevati standard qualitativi e di gestire il rapporto tra domanda e offerta, con il feedback di clienti e concessionari che rappresenterà il primo elemento per definire la futura pipeline di modelli del gruppo». Intermonte ha sul titolo un rating “Outperform” e target price a 417 euro.
Oltre al tema del prezzo e del posizionamento di nicchia, alcuni analisti sottolineano anche la questione del design, che si allontana dai canoni tradizionali del cavallino Rampante. La Luce sembra «un mix tra Honda Accord EV e Tesla 3», ha dichiarato a Bloomberg Pierre-Olivier Essig, capo della ricerca di Air Capital. «Siamo persi nella traduzione della nuova strategia di Ferrari che cerca di emulare il design di Apple», afferma ancora Essig, che dice di preferire «machine cinesi o giapponesi con lo stesso look e tipo di performance per una frazione del prezzo». Oltre ai rilievi di Air Capital, Bloomberg riporta quelli degli analisti di Oddo Bhf secondo cui le prime reazioni «sono state in gran parte negative tra i fan più appassionati della Ferrari, a causa delle preoccupazioni relative all’allontanamento dalla tradizione del marchio». Oddo riconosce che si tratta di una mossa audace e strategica ma si attende un impatto modesto sulle vendite e teme una «potenziale diluizione dei margini, dati gli elevati costi di sviluppo e la minore dinamica del valore residuo nei veicoli elettrici”. “L’estetica di Luce è probabilmente difficile da digerire per molti, inclusi noi” ma “potrebbe offrire la risposta di Ferrari alla questione della Cina”, l’opinione di Oxcap.
