
Le raffinerie europee stanno lavorando a pieno regime. Nei Paesi Bassi, per esempio, parte della produzione di diesel è stata convertita in jet fuel, oggi più remunerativo. Tuttavia il carburante per aerei richiede processi, gestione e logistica più complessi rispetto ad altri distillati e non viene prodotto in tutti gli impianti europei, come dimostrano i casi della raffineria Exxon di Anversa e della tedesca MiRO. Incrementarne rapidamente la produzione significherebbe affrontare costi logistici elevati per volumi relativamente limitati.
I Paesi europei più esposti
I Paesi più esposti restano Francia e Regno Unito. Londra, in particolare, si trova in una posizione più fragile perché è il maggiore importatore netto europeo di carburante per aerei e dispone di scorte più ridotte dopo la chiusura di alcune raffinerie strategiche.
Il Regno Unito apre le porte alla Russia
Lo stesso Regno Unito ha autorizzato l’importazione di jet fuel ottenuto dalla lavorazione di greggio russo in Paesi terzi. La licenza comprende diesel e carburante per aerei raffinati in India e Cina a partire dal petrolio degli Urali, poi esportati sul mercato britannico. La scelta ha suscitato forti critiche da parte di parlamentari britannici e ucraini, che accusano il governo Starmer di aver allentato la pressione economica su Mosca. Il ministro del Commercio, Chris Bryant, ha però precisato che la misura è temporanea ed è stata adottata «alla luce della situazione in Medio Oriente».
… e la Germania a Israele
Anche la Germania si è mossa per rafforzare gli approvvigionamenti. Berlino ha infatti accettato la disponibilità di Israele a trasferire carburante per aerei dopo la richiesta di assistenza avanzata dal governo tedesco in seguito alla crisi di Hormuz. Non sono stati resi noti né i quantitativi né le tempistiche dell’accordo.
La reazione delle compagnie aeree
Ad aprile le compagnie aeree avevano lanciato l’allarme su possibili carenze di carburante durante l’estate. Nelle ultime settimane, però, il tono è diventato più ottimista, anche se molti vettori hanno già aumentato le tariffe e ridotto alcune rotte. Delta Air Lines, ad esempio. prevede un aumento dei costi del carburante di 2 miliardi di dollari entro giugno 2026. Il ceo Ed Bastian ha dichiarato che l’aumento dei prezzi del petrolio è il principale fattore di pressione per l’industria, portando a riduzioni della capacità del 3,5% e al mantenimento di tariffe elevate per proteggere i margini.
