Borse asiatiche miste in avvio di seduta

Borse asiatiche miste, nelle prime contrattazioni del mese di giugno. In Giappone, la Borsa di Tokio ha aperto all’insegna della cautela, a fronte dello stallo dei negoziati tra Iran e Stati Uniti, e la debolezza della tregua che non consente una riapertura dello Stretto di Hormuz. Il listino di riferimento NIKKEI 225 segna una variazione appena negativa dello 0,06% a quota 66.291,90, con una perdita di 37 punti. Sul mercato valutario lo yen è stabile sul dollaro, a 159,40, e sull’euro, a 185,70. Avvio in positivo per la Borsa di Hong Kong: nelle prime battute della seduta l’indice di riferimento HANG SENG Index guadagna lo 0,81% a 25.386,30 punti, sostenuto da acquisti diffusi sul listino.

Borsa Cina in lieve calo, Shanghai -0,11% e Shenzhen -0,19%

In Cina andamento debole per le principali piazze cinesi nelle prime contrattazioni. L’indice della Borsa di Shanghai cede lo 0,11% a 4.063,97 punti, mentre quello della piazza di Shenzhen perde lo 0,19% a 15.545,35 punti. Gli scambi si muovono poco sotto la parità nelle battute iniziali della seduta.

Mercati orientati sull’intelligenza artificiale

Nelle ultime sedute del mese di maggio i mercati azionari asiatici hanno raggiunto livelli record, con gli investitori orientati con decisione sul settore dell’intelligenza artificiale, linea che ha spinto i titoli azionari globali a massimi storici.

L’indice azionario regionale MSCI è salito dell’1%, con gli indici della Corea del Sud e di Taiwan – indicatori di riferimento per gli investimenti nell’intelligenza artificiale – che hanno toccato anch’essi livelli record. Le azioni di Samsung Electronics Co. hanno registrato un balzo del 6,6%. Il sentiment è stato ulteriormente sostenuto da un rialzo dello 0,4% dei futures sul Nasdaq 100 dopo che venerdì 29 maggio gli indici di Wall Street hanno chiuso a livelli record.

A pesare sul clima, tuttavia, è stato il rialzo dei prezzi del petrolio. Il Brent ha superato i 93 dollari al barile poiché le tensioni in Medio Oriente sono rimaste elevate e gli sforzi per riaprire lo Stretto di Hormuz hanno mostrato scarsi progressi. Ciò ha fatto scendere i rendimenti dei Treasury su tutta la curva. Il dollaro, il bene rifugio preferito dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, si è leggermente rafforzato rispetto a tutte le altre valute del Gruppo dei 10.

Source link