Borse, Europa debole con timori su AI. Occhi su Medio Oriente e lavoro Usa

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Le Borse europee si muovono deboli nell’ultima seduta della settimana, mentre il mercato valuta le preoccupazioni sulla tenuta del settore dell’intelligenza artificiale. Timori che spingono al ribasso i listini asiatici, mentre alla vigilia hanno inciso sulla performance del Nasdaq, unico indice in calo a Wall Street a -0,53%, appesantito dal sell-off nel settore dei semiconduttori, guidato da Broadcom (-12,6% giovedì). Di contro, il Dow Jones ha toccato un nuovo record intraday, con gli investitori che hanno fatto rotazione dai titoli tecnologici in favore di quelli legati alla old economy come banche, pharma e grande distribuzione.

Il mercato continua a monitorare la situazione in Medio Oriente, con Hezbollah che ha rifiutato il cessate il fuoco in Libano e il presidente Usa, Donald Trump, che ha dichiarato che gli Stati Uniti vinceranno nel conflitto con l’Iran, «in un modo o in un altro, che sia sulla carta che sia militarmente». Sul fronte macroeconomico, si attendono i dati sul lavoro americano – in uscita nel primo pomeriggio –, fondamentali per intuire le prossime mosse della Fed in materia di tassi alla luce delle preoccupazioni per l’inflazione. «Se la creazione di nuovi posti di lavoro rallenta, prevarrà l’idea che la lotta all’inflazione sia vicina alla conclusione; se invece si continua a crescere, prevarrà la lettura positiva della piena occupazione», commenta Angelo Meda, responsabile azionario di Banor.

Petrolio e cambi poco mossi

Sul fronte energetico, il prezzo del petrolio oscilla intorno alla parità con il future sul Brent sotto i 95 dollari al barile e il Wti in area 92 dollari. In lieve rialzo il gas ad Amsterdam. Sul valutario, l’euro/dollaro resta poco sopra quota 1,16 e l’euro/yen sui 186, mentre il rapporto dollaro/yen è in area 160. Ancora in calo il Bitcoin sotto i 62.000 dollari con una perdita di oltre due punti percentuali.

Tokyo in calo, giù i titoli tech

La Borsa di Tokyo ha chiuso in ribasso, penalizzata dall’incertezza sul conflitto in Medio Oriente e dal forte calo dei titoli tecnologici a seguito delle previsioni deludenti di Broadcom a Wall Street. I titoli del settore dei chip hanno guidato il calo generalizzato, con l’indice Nikkei in ribasso dell’1,31% a 66.588,12 punti. Gli investitori rimangono cauti riguardo alla stabilita’ del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, mentre la continua pressione di vendita sui titoli legati all’intelligenza artificiale ha ulteriormente inasprito il sentiment. Sul fronte dei dati economici, l’indice anticipatore preliminare del Giappone per aprile si e’ attestato a 115,9, in aumento rispetto a 115,4 di marzo. L’indicatore coincidente e’ salito a 117,9 da 116,8, mentre l’indicatore ritardato e’ sceso leggermente a 111,2 da 111,6. Inoltre, i dati sulla spesa delle famiglie hanno mostrato un calo reale dello 0,5% su base annua, sebbene il reddito reale sia aumentato del 2,3 per cento. Nel frattempo, i dati interni che confermano che i salari reali sono aumentati per quattro mesi consecutivi hanno alimentato le speculazioni sul fatto che la Banca del Giappone possa aumentare i tassi di interesse alla fine di questo mese.

Source link