(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Le Borse europee si muovono all’insegna della cautela, dopo i rialzi delle ultime sedute. I riflettori sono tutti puntati verso gli Stati Uniti, dove in serata la Federal Reserve annuncerà le mosse di politica monetaria. Secondo gli economisti l’istituto centrale lascerà i tassi fermi, ma saranno seguite con attenzione le parole del presidente Kevin Warsh al suo debutto, per comprendere l’impostazione dei prossimi mesi. Il banchiere dovrebbe avere un’impronta espansiva, tanto più che l’inflazione dovrebbe segnare il passo dopo l’accordo tra Usa e Iran che porterà all’apertura dello stretto di Hormuz. Il condizionale, comunque, è d’obbligo visto che la firma di venerdì porterà a un periodo di trattative di 60 giorni. Gli operatori guardano inoltre al fronte ucraino, dopo le dichiarazioni emerse dal G7 di Evian per spingere il presidente russo, Vladimir Putin, a trovare un accordo che ponga fine al conflitto.
In questo contesto, il FTSE MIB di Milano viaggia a passo prudente con il traino delle banche. Sono su un livello simile anche gli altri listini del Vecchio Continente.
Riflettori sul risiko
A Piazza Affari l’attenzione resta concentrata sul comparto bancario, in vista del consolidamento che si profila all’orizzonte. In particolare, i riflettori sono puntati su Banco Bpm dopo il lungo consiglio di amministrazione della vigilia. I vertici dell’istituto hanno deciso di attendere la risposta di Banca Monte Paschi Siena in merito alla proposta di fusione alla pari avanzata da Piazza Meda. Nel frattempo è emersa anche l’indiscrezione secondo cui la banca guidata da Giuseppe Castagna starebbe valutando l’acquisizione di Bff Bank insieme ad Amco. Unicredit avanza ancora, dopo il rally della vigilia, in attesa delle prossime mosse dell’amministratore delegato, Andrea Orcel. In Germania, l’istituto ha rafforzato la presa in Commerzbank a circa il 42,5% del capitale con diritto di voto, quota che supera il 55% considerando anche i derivati. Le autorità tedesche, tuttavia, hanno fatto fronte comune a difesa dell’istituto tedesco, una posizione che potrebbe spingere Orcel a valutare nuove operazioni sul mercato italiano. Giù invece Stellantis dopo il taglio della guidance da parte di Bmw, mentre Stmicroelectronics si mantiene stabile dopo la flessione registrata nella seduta precedente.
Euro/dollaro a 1,16, in liece calo il petrolio
Sul fronte dei cambi, l’euro è stabile sopra la soglia di 1,16 dollari (1,1605 alla chiusura precedente). Il bitcoin viaggia oltre i 65.500 dollari. Sul fronte delle materie prime, l’oro è piatto, mentre il gas arretra. I prezzi del petrolio appaiono in questo momento stabili dopo il forte calo registrato in precedenza, grazie all’ottimismo riguardo alla fine della guerra e alla possibile riapertura dello Stretto di Hormuz. Nonostante i cali oltre il 5% registrati alla vigilia, il prezzo rimane comunque elevato rispetto al livello di circa 70 dollari al barile di fine febbraio, prima dell’inizio della guerra. Lo spread tra BTp e Bund è in lieve calo a 69 punti, rispetto ai 70 punti del riferimento precedente. Continua a calare il rendimento del BTp decennale benchmark dal 3,64% della chiusura precedente.
Asia contrastata. Nikkei chiude a +0,7%
Chiusura di seduta in rialzo per la Borsa di Tokyo, in un clima di attesa per l’esito della riunione della Federal Reserve statunitense, mentre l’accordo tra Usa e Iran, aspettando la firma, ha spento una parte delle inquietudini dei giorni scorsi. L’indice di riferimento Nikkei ha chiuso in rialzo dello 0,72% a 69.902,25 punti, mentre l’indice più ampio Topix è salito dello 0,55% a 4.013,23 punti. A Seul, l’indice Kospi continua a salire.
