BRUXELLES – Dopo lunghi tira-e-molla diplomatici i paesi membri dell’Unione europea hanno varato oggi 23 luglio un 21mo pacchetto di sanzioni contro la Russia, in risposta alla guerra in Ucraina. Le misure vanno a colpire numerose personalità ed entità, tra cui molte banche russe. Al tempo stesso, su pressione della Grecia (e a tutto vantaggio di Mosca), i Ventisette hanno deciso di rinviare di un anno il divieto di trasporto di gas liquefatto russo verso paesi terzi.
Quest’ultimo aspetto ha frenato non poco l’adozione del pacchetto di sanzioni. Nell’ottobre del 2025, i Ventisette hanno deciso di mettere al bando l’acquisto, l’importazione e il transito di gas liquefatto russo dal 1° gennaio del 2027. Atene si è lamentata in questi ultimi giorni perché ha ritenuto che la misura fosse un pericolo per i suoi armatori. Ha quindi ottenuto un rinvio di un anno del provvedimento per quanto riguarda il solo trasporto verso paesi terzi.
Secondo le informazioni raccolte qui a Bruxelles, il rinvio, che riguarda solo i contratti firmati prima dello scoppio della guerra, potrà essere rinnovato. Inoltre, è stato deciso di limitare le capacità di trasporto del gas liquefatto russo ai livelli del 2025. La Grecia domina il mercato europeo delle navi metaniere ed è tra i principali attori a livello mondiale, in concorrenza con il Giappone, la Cina e gli Stati Uniti. Il compromesso è stato dettato dalla necessità di avere l’unanimità dei paesi membri.
L’Alta Rappresentante per la Politica estera e di Sicurezza Kaja Kallas ha definito il pacchetto il più importante da quattro anni a questa parte. Le misure restrittive riguardano 218 personalità ed entità. «Abbiamo colpito più di un centinaio di banche e operatori del settore delle criptovalute, oltre 40 navi della flotta ombra e diverse raffinerie di petrolio in Russia e Bielorussia, che contribuiscono a sostenere la guerra di Mosca», ha scritto su X l’ex premier estone.
Il pacchetto prevede il congelamento del tetto del prezzo del petrolio a 44,10 dollari al barile. Ricordiamo che la sanzione prevede il divieto di trasportare greggio russo quando il prezzo è superiore a un particolare livello (grosso modo una media semestrale). Il forte aumento del prezzo del petrolio sulla scia della guerra in Iran è andato a tutto vantaggio di Mosca. Di qui la proposta comunitaria di congelare il tetto per sei mesi. I Ventisette hanno portato il periodo a 12 mesi (si valuta che in un anno il mancato introito per Mosca sia di 3,5 miliardi di euro).
