Il trasporto aereo europeo è entrato in una nuova fase di consolidamento. Dopo oltre un decennio caratterizzato dalla crescita delle compagnie low cost, dalla pressione competitiva e dall’impatto della pandemia, il settore sta ridefinendo i propri equilibri attraverso acquisizioni, alleanze strategiche e una maggiore concentrazione del mercato. L’obiettivo è chiaro: raggiungere dimensioni tali da sostenere gli investimenti, migliorare la redditività e affrontare un contesto operativo sempre più complesso. Mentre la domanda di voli continua a crescere e i margini restano sotto pressione, i grandi gruppi del continente puntano sulle acquisizioni per aumentare la scala operativa e rafforzare la redditività.
EasyJet cambia la dinamica
Un trend iniziato da tempo, ma destinato a subire una accelerazione dopo l’accordo che porterà Apollo Global Management al controllo della low cost britannica easyJet, uno degli eventi più significativi per l’aviazione europea degli ultimi anni. L’operazione, che valuta la compagnia circa 5,7 miliardi di sterline, non è soltanto una delle più importanti acquisizioni mai realizzate nel settore delle low cost europee: segna soprattutto il ritorno dei grandi fondi di private equity come protagonisti del consolidamento del trasporto aereo finora guidato prevalentemente dalle compagnie industriali. I grandi gruppi come Lufthansa, IAG e Air France-KLM hanno perseguito una strategia di acquisizioni mirata ad ampliare il network e rafforzare la presenza nei principali aeroporti continentali. L’ingresso di Apollo modifica questo schema, introducendo un nuovo soggetto con logiche finanziarie e orizzonti di investimento differenti.
La trasformazione di easyJet in una società controllata da un investitore finanziario potrebbe consentire decisioni strategiche difficilmente perseguibili sotto la pressione dei mercati azionari. Apollo ha già indicato alcune direttrici: maggiore sviluppo del business delle vacanze organizzate, incremento dei ricavi ancillari, investimenti tecnologici e possibili accordi commerciali con vettori di lungo raggio, come quello con Virgin Atlantic di Richard Branson. L’obiettivo non appare quello di una tradizionale ristrutturazione basata esclusivamente sul contenimento dei costi, bensì un incremento della redditività attraverso una diversificazione delle fonti di ricavo. Una strategia coerente con l’evoluzione del modello low cost europeo, sempre meno dipendente dal solo prezzo del biglietto.
La partita è aperta: Air France-KLM guarda con interesse alla privatizzazione di TAP Air Portugal e ha già rafforzato la propria presenza nel Nord Europa con l’ingresso nel capitale di SAS. Interesse per la compagnia portoghese è stato manifestato anche dalla tedesca Lufthansa, che continua la sua politica di acquisizione dopo quella su Ita Airways. Sul fronte spagnolo, Air Europa ha visto l’entrata nel capitale, con il 45%, di Turkish Airlines.
La pressione sui costi
«Big is beautiful» è una formula che nell’aviazione assume un significato strettamente economico. Più grande è il gruppo, maggiore è la capacità di distribuire i costi fissi, negoziare condizioni favorevoli con Airbus e Boeing, investire in tecnologie digitali e affrontare gli shock operativi. Le difficoltà emerse negli ultimi anni, dalla scarsità di motori ai ritardi nelle consegne degli aeromobili, fino all’aumento del costo della manutenzione hanno ulteriormente premiato gli operatori con una maggiore capacità finanziaria. L’entrata di Apollo cambia le regole del gioco: il consolidamento attraverso il capitale finanziario, favorendo gli operatori dotati di maggiore capacità di investimento e di un più facile accesso ai mercati dei capitali.
