Guerra ultime notizie. Comando Usa, rotte marittime attraverso Hormuz bonificate da mine

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Pentagono: 50mila militari Usa impegnati nelle operazioni in Medio Oriente. Esercito israeliano lancia colpi di artiglieria in periferia Damasco

Onu contro Usa: eccessivo definire Palestine Action terrorista

L’Ufficio delle Nazioni unite per i diritti umani ha criticato la decisione dell’amministrazione Trump di designare Palestine Action come organizzazione terroristica, definendola una restrizione “sproporzionata e non necessaria” dei diritti alla libertà di espressione, riunione e associazione. Lo riferisce l’agenzia di stampa Reuters.

Washington ha inserito mercoledì Palestine Action nella lista delle organizzazioni terroristiche, sostenendo che la decisione rientra negli sforzi del presidente Donald Trump per contrastare i gruppi di sinistra nell’ambito della politica antiterrorismo. Il ministero degli Esteri israeliano ha accolto favorevolmente la misura.

La designazione “sembra costituire una restrizione sproporzionata e non necessaria dei diritti alla libertà di espressione, di riunione pacifica e di associazione, nonché del diritto a partecipare alla vita pubblica”, ha affermato l’ufficio dell’Alto commissario delle Nazioni unite per i diritti umani Volker Turk.

“L’uso estensivo del termine ’terrorismo’ ha dimostrato di avere un effetto intimidatorio sullo spazio civico”, ha aggiunto.

Anche il Regno unito aveva precedentemente vietato Palestine Action classificandola come organizzazione terroristica, una decisione criticata a sua volta dall’ufficio di Turk. La Corte suprema britannica ha annunciato che esaminerà un ricorso contro una sentenza di grado inferiore che aveva ritenuto legittimo il divieto.

Palestine Action ha preso di mira in particolare aziende britanniche della difesa collegate a Israele, tra cui Elbit Systems, bloccandone in diverse occasioni gli ingressi o imbrattandone le strutture con vernice rossa.

Il gruppo era stato vietato nel Regno unito poco dopo l’irruzione nella base della Royal Air Force di Brize Norton nel giugno 2025, durante la quale alcuni attivisti avevano danneggiato due velivoli militari. Il divieto aveva provocato proteste nel corso delle quali sono state arrestate circa 3mila persone.

Palestine Action sostiene che le proprie iniziative “sono sempre state finalizzate a salvare vite, interrompendo il funzionamento della macchina da guerra israeliana” e afferma di utilizzare “tattiche di disturbo” contro quelle che definisce “aziende che favoriscono il complesso militare-industriale israeliano”.

Pentagono: 50mila militari Usa impegnati nelle operazioni in Medio Oriente

Sono circa 50mila i militari statunitensi impegnati nelle operazioni degli Stati uniti in Medio Oriente. Lo ha dichiarato il comandante del Central Command americano, ammiraglio Brad Cooper.

“Molti dei nostri 50mila militari statunitensi che operano in tutta la regione stanno svolgendo un lavoro eccezionale nell’attuazione del blocco navale contro l’Iran, mantenendo al tempo stesso il flusso del traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz”, ha affermato Cooper.

Stati uniti e Israele hanno iniziato a colpire obiettivi in Iran il 28 febbraio. Teheran ha risposto con attacchi contro il territorio israeliano e contro strutture militari americane in Medio Oriente.

Il segretario al Tesoro Usa Bessent spingerà sull’isolamento economico dell’Iran al G20 Finanze

Il segretario al Tesoro americano Scott Bessent intensificherà gli sforzi per isolare economicamente l’Iran in occasione del G20 Finanze della prossima settimana ad Asheville, in North Carolina, in un appuntamento segnato da guerre e tensioni commerciali. I ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali delle 20 principali economie mondiali si riuniranno lunedì e martedì prossimi per dar vita ai colloqui che sono i primi di diversi incontri ministeriali del 2026, in preparazione del terreno al vertice dei leader del G20 che il presidente Donald Trump ospiterà a dicembre in Florida. Ad Asheville, i funzionari Usa sottolineeranno ai Paesi del G20 l’importanza di rispettare le sanzioni contro l’Iran, ha riferito un funzionario del Tesoro americano, indicando che Bessent rivolgerà appelli diretti ai suoi omologhi durante gli incontri bilaterali, senza tuttavia specificare con chi siano previsti né se tra gli interlocutori figuri anche la Cina, il primo acquirente di petrolio iraniano. In agenda ci sono poi questioni quali l’eccesso di capacità industriale, la promozione di una crescita economica più solida e la creazione di catene di approvvigionamento affidabili per risorse critiche come l’energia. Malgrado i colloqui del G20 si siano estesi a temi come il cambiamento climatico e la salute globale, gli analisti prevedono che quest’anno Washington sosterrà un approccio incentrato sui temi fondamentali (“back-to-basics”) che implica una rinnovata attenzione a debito, commercio, stabilità finanziaria e regolamentazione bancaria. L’imminente incontro, tuttavia, si svolge in un momento in cui la leadership globale degli Stati Uniti è messa alla prova. Crescono le preoccupazioni per i livelli del debito Usa, mentre i massicci dazi imposti da Trump a rivali e alleati storici, come il Canada, hanno reso particolarmente tesi i rapporti. In uno scenario segnato dall’incertezza sull’evoluzione della guerra tra Usa e Iran. Il G20 comprende 19 nazioni più l’Ue e l’Unione Africana: quest’anno, sotto la presidenza statunitense, il Sudafrica è stato escluso dal G20, mentre Washington ha invitato la Polonia a sedersi al tavolo delle trattative.

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