
Gli Stati Uniti hanno proposto ai paesi europei di sbloccare alcuni asset sovrani russi, congelati in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, e di trasferirli in un veicolo finanziario sotto la supervisione di Washington, nel tentativo di rilanciare i negoziati di pace. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti, secondo le quali l’idea è stata ventilata nel corso della riunione della scorsa settimana a Miami fra i negoziatori americani, ucraini e funzionari di Francia, Germania, Regno Unito, Unione Europea e Nato. I delegati europei hanno respinto il piano.
Almeno cinque morti nella notte a causa dei raid russi
Mentre il fronte diplomatico registra l’ennesima mossa di avvicinamento degli Stati Uniti alla Russia putiniana il fronte bellico riporta nella notta un bilancio di tre morti e sei feriti a causa di raid russi su Kropyvnytskyi. Lo riporta Ukrinform. Tutta la regione di Kirovohrad è stata oggetto di un massiccio attacco da parte di Mosca, riporta sempre Ukrinform, sottolineando che gli obiettivi hanno incluso la logistica, i trasporti e alcuni siti industriali. Altre due persone sono morte a seguito della distruzione di un’abitazione privata nella località di Novooleksandrivka, nel distretto di Dnipro. Lo riferiscono le autorità locali su Telegram – come riporta il Kyiv Independent – senza precisare quali armi siano state utilizzate dalle forze armate russe. A Pavlohrad diverse abitazioni private hanno preso fuoco e sono intervenuti i soccorsi. Al momento non si sa se ci siano feriti o vittime.
Zelensky annuncia ripresa raid su raffinerie russe dopo tre giorni di stop
Nelle ultime ore, il presidente ucraino Volodymir Zelensky è tornato a parlare della presunta “tregua energetica” promossa da Trump – una rinuncia delle due parti in conflitto ad attaccare o danneggiare le infrastrutture energetiche come raffinerie e centrali elettriche – ma priva di riscontri oggettivi. “Quando il Presidente Trump ha parlato della tregua energetica, non ne ero a conoscenza in anticipo, ma l’abbiamo sostenuta, ovviamente. Dopotutto, abbiamo bisogno che la nostra gente sopravviva, che superi l’inverno e che la guerra finisca. È esattamente ciò a cui puntiamo. Lui ha parlato di un cessate il fuoco energetico e, per tre giorni, non abbiamo colpito alcuna infrastruttura energetica”. Lo ha dichiarato i Zelensky in un’intervista con il giornalista britannico Piers Morgan rilanciata da Interfax Ukraine, sottolineando che i russi hanno invece continuato ad attaccare le infrastrutture energetiche e del gas dell’Ucraina.
In un’altra intervista al Financial Times Zelensky è poi tornato sul tema annunciando una ripresa degli attacchi di Kiev alle raffinerie petrolifere russe, esprimendo la propria rabbia per la “pericolosa” interruzione della condivisione di informazioni di intelligence da parte degli Stati Uniti, nonché per il contemporaneo indebolimento del servizio internet satellitare Starlink di SpaceX. “Lo stop (agli attacchi alle raffinerie) è finito. Abbiamo chiuso”, ha detto Zelensky al Financial Times.
Media, Casa Bianca nega ruolo in limitazioni a Starlink
L’amministrazione Trump respinge intanto l’accusa di aver limitato l’accesso al servizio Starlink, usato dall’Ucraina per le proprie operazioni militari. Lo ha dichiarato a Axios un alto funzionario statunitense. In precedenza, Elon Musk, che attraverso la sua SpaceX controlla Starlink, aveva dichiarato che “i sistemi Starshield (la versione militare di Starlink, ndr) sono di proprietà e sotto il controllo del governo statunitense. Eventuali limitazioni alla velocità o all’utilizzo sono stabilite dalle forze armate Usa e, in ultima istanza, dal presidente degli Stati Uniti”.
