Brasile, Lula e Bolsonaro a caccia del voto evangelico

Accanto alle battaglie morali c’è un terreno meno visibile: quello della comunicazione. Emittenti televisive e radiofoniche evangeliche hanno un seguito enorme. Un pastore che parla ogni sera a milioni di ascoltatori esercita un’influenza che nessun comizio può eguagliare, e i social amplificano questa presenza, spesso mescolando predicazione e messaggi politici.

Nel 2022 questo patto è stato al centro dello scontro tra Jair Bolsonaro e Luiz Inácio Lula da Silva. Oggi, secondo i sondaggi Datafolha alla vigilia del ballottaggio, circa due terzi degli elettori evangelici indicavano Flavio Bolsonaro, mentre Lula cercava di ridurre quel vantaggio con messaggi rivolti ai fedeli, tra cui una “Carta ao Povo Evangélico”, lettera agli evangelici.

Il voto evangelico conteso

Il voto evangelico non è un blocco immobile: è un elettorato conteso, e può essere decisivo proprio per la sua dispersione territoriale. Entrambi i candidati negoziano pacchetti di voti di grande peso.

Gli analisti politici brasiliani, tra cui Viviane Costa, autrice di Traficantes evangelicos, edito da Godbooks, spiegano che il voto evangelico non è automaticamente di destra. Esistono comunità progressiste, attente a lavoro, giustizia sociale e ambiente. Ma nelle ultime presidenziali la maggioranza dei fedeli ha mostrato un orientamento conservatore, il 75% degli elettori evangelici appoggia Flavio Bolsonaro.

Tuttavia esiste anche una lettura fortemente critica, in merito ai neopentecostali. Claudileia Lemes Dias, giurista brasiliana, autrice del libro “Le catene del Brasile”, edito da L’asino d’oro, spiega che vaste comunità si sono convertite al neopentecostalismo, vivendo sotto l’autorità di uno o più narcotrafficanti che si auto-proclamano pastori. «Pastori che traggono ispirazione da figure bibliche caratterizzate da violenza e crudeltà, che nella narrazione sacra trovano alla fine la redenzione divina e danno origine a città o regni: la logica è “mi acquisto il Paradiso con i soldi della droga”, piuttosto inquietante».

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