Deludono le aspettative sugli utili per il 2026. Dunque, in un clima già difficile per il crollo delle Borse dovute alla guerra, per Adidas si è aggiunta una pioggia di vendite, che, in apertura, alla Borsa di Francoforte, ha registrato una flessione del 6,8 per cento. A deludere il mercato è la previsione sugli utili di quest’anno, che risultano inferiori alle attese, anche alla luce di un impatto più elevato dei dazi negli Stati Uniti. Il colosso dello sportswear prevede, infatti, un utile operativo di circa 2,3 miliardi di euro per il 2026, includendo un impatto negativo di 400 milioni di euro previsto sui tassi di cambio e sui dazi doganali. Prospettive che deludono gli investitori poiché implicano anche un margine operativo inferiore all’obiettivo di medio termine pari al 10% fissato dall’azienda.
Intanto, sul 2025, Adidas ha annunciato un utile netto di gruppo pari a 1,34 miliardi di euro lo scorso anno, in aumento del 75% su base annua, nonostante un contesto difficile, trainato in particolare dal successo delle sue scarpe retrò. Per quest’anno Adidas punta a un fatturato in aumento di 2 miliardi di euro, dopo il record di 24,8 miliardi di euro nel 2025 comunicato in precedenza. Il risultato operativo dovrebbe raggiungere i 2,3 miliardi di euro, includendo un impatto negativo di 400 milioni di euro previsto sui tassi di cambio e sui dazi doganali. Risultato operativo che implica un margine dell’8,5%-8,8%, al di sotto dell’obiettivo del 10% prefissato.
Il norvegese Bjørn Gulden ha ottenuto l’estensione del suo mandato di Ceo di Adidas fino al 2030. Il consiglio di sorveglianza dell’azienda tedesca di abbigliamento sportivo lo ha elogiato per aver «consentito il successo della svolta di Adidas» dal suo insediamento nel 2023. Proprio nel 2023, il Gruppo aveva registrato una perdita, ma da allora si è ripreso. Gulden ha assunto il controllo proprio all’inizio del 2023 con l’incarico di stabilizzare Adidas. Adidas ha inoltre proposto il miliardario egiziano Nassef Sawiris come nuovo presidente per sostituire Thomas Rabe, che ha dovuto affrontare le critiche degli azionisti per aver ricoperto troppi altri ruoli dirigenziali.
Nel complesso, Adidas ha affermato di aspettarsi che le vendite, al netto degli effetti valutari, continuino a crescere a un tasso elevato a una cifra nel 2027 e nel 2028. Le vendite in Nord America – il secondo mercato più grande di Adidas in termini di vendite – sono cresciute del 10% in termini di cambio, lo scorso anno, ma sono diminuite dell’1% in termini di euro, trascinate dall’indebolimento del dollaro. Gulden ha affermato in una nota che Adidas è riuscita a tenere sotto controllo gli sconti e a vendere «il prodotto giusto nella giusta quantità» nei suoi mercati.
Il management ha proposto un aumento del dividendo del 40% a 2,80 euro per azione per il 2025. A gennaio aveva annunciato un riacquisto di azioni fino a 1 miliardo di euro, contestualmente ai risultati preliminari del 2025.
