C’è un nuovo rischio per le compagnie aeree: non solo l’aumento alle stelle del prezzo del carburante, ora l’approvvigionamento di carburante è diventato un’incognita da quando la guerra in Medio Oriente ha chiuso lo stretto di Hormuz. Nella crisi più profonda dalla pandemia per il trasporto aereo che ha già portato a migliaia di cancellazioni dei voli nella zona del Golfo per la chiusura dello spazio aereo, le conseguenze del protrarsi della crisi si stanno diffondendo a macchia d’olio arrivando in Europa con il rischio di mettere a terra centinaia di aerei per la mancanza di carburante.
L’allarme delle compagnie aeree europee
Le due più importanti compagnie aeree europee, la low cost Ryanair e la tedesca Lufthansa hanno lanciato l’allarme sui rischi di approvvigionamento degli gli hub europei. La prima conseguenza potrebbe essere la messa a terra fino a 40 aerei degli aerei, in piena stagione estiva, nel caso di Lufthansa. Nessuna decisione è stata presa al momento, ma secondo il ceo Carsten Spohr l’aumento dei costi del carburante si ripercuoterà anche sui prezzi dei biglietti. Il governo del cancelliere Merz è già intervenuto approvando un piano per ridurre la tassa sul traffico aereo a partire da luglio, nel tentativo di rilanciare il settore dell’aviazione.
Il secondo allarme arriva dal numero uno di Ryanair, Michael O’Leary secondo il quale la fornitura di carburante per aerei all’Europa potrebbe subire interruzioni a partire da giugno se il conflitto in Medio Oriente non si concluderà entro il prossimo mese, costringendo potenzialmente la compagnia aerea e i suoi concorrenti a valutare la cancellazione dei voli per la stagione estiva. «Se questo (il conflitto) dovesse continuare fino alla fine di aprile, rischieremmo un’interruzione delle forniture all’inizio di giugno. Se dovesse protrarsi fino a maggio, non sappiamo cosa succederà – ha dichiarato O’Leary – . Se ci fosse un rischio per il 10% o il 20% delle forniture di carburante a giugno, luglio o agosto, noi e altre compagnie aeree dovremmo iniziare a valutare la cancellazione di alcuni voli o la riduzione della capacità».
Da aprile scattano i rischi di approvvigionamento
Le dichiarazioni delle compagnie aeree europee fanno seguito alle parole del direttore generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, secondo il quale le interruzioni nell’approvvigionamento di petrolio aumenteranno ad aprile e inizieranno a ripercuotersi sull’economia europea, con la carenza di carburante per aerei e gasolio.
Al di là del fatto che il conflitto continui ad intensificarsi o che venga raggiunto un accordo di cessate il fuoco, la seconda metà di aprile si preannuncia come il periodo critico in cui l’impatto della guerra si farà sentire sulla catena di approvvigionamento energetico dell’aviazione europea: una carenza che si riflette sui prezzi, che hanno raggiunto i massimi degli ultimi 40 mesi.
