Aerei, le strategie delle compagnie contro il caro carburante

Le strategie delle compagnie aeree con il caro carburante

La strategia in questi casi è prenotare in anticipo i voli per evitare costi aggiuntivi. E’ il suggerimento lanciato dallo stesso ceo del gruppo Lufthansa, Carsten Spohr, il quale intervenendo a Bruxelles insieme ad altri leader del settore aereo, ha dichiarato di aver aggiunto 40 voli verso l’Asia per compensare i disagi subiti dalle compagnie aeree del Golfo. A loro volta, Air France-KLM e SAS hanno già annunciato che dovranno aumentare i prezzi dei biglietti e tagliare le destinazioni verso l’Asia, mentre per Finnair il rischio è l’esaurimento delle scorte di carburante per la chiusura dello Stretto di Hormuz.

Nelle strategie dei vettori c’è chi come British Airways sta aggiungendo più voli verso destinazioni come i Caraibi, mentre Lufthansa si appresta a lanciare una nuova rotta per Kuala Lumpur, capitale della Malesia. In una posizione di forza è la low cost Ryanair che non è esposta verso Oriente. Anzi. secondo il suo ceo Michael O’Leary, i turisti europei potrebbero optare per destinazioni più vicine a casa per evitare i lunghi voli intercontinentali sul Medio Oriente.

Alla UE i vettori chiedono di ridurre gli obblighi per l’utilizzo del SAF

Per correre ai ripari contro il caro petrolio, le compagnie aeree hanno chiesto alla UE di abolire l’introduzione delle quote di carburante sintetico SAF (Sustainable aviation fuel), che secondo il regolamento europeo dovrà essere utilizzato in quote crescenti a partire dal 2030. Dallo scorso anno, l’UE ha imposto che il 2% del carburante sia costituito da SAF, percentuale destinata a salire al 6% nel 2030, mentre il SAF sintetico (eSAF) rappresenterà l’1,2% a partire dal 2030, per poi aumentare al 5% nel 2035. La differenza tra SAF e l’eSAF risiede nella materia prima e nel processo di produzione, sebbene entrambi siano carburanti sostenibili per l’aviazione destinati a ridurre le emissioni di CO2: nel primo caso, la produzione deriva dall’olio da cucina esausto o scarti animali, costa dalle tre alle cinque volte di più rispetto al carburante per aerei tradizionale e copre solo lo 0,3% della fornitura globale di carburante per aerei.

Il carburante sintetico sostenibile (eSAF) per aerei viene prodotto a partire da energie rinnovabili come l’anidride carbonica catturata o l’idrogeno verde. Emette meno carbonio rispetto al carburante sintetico sostenibile di origine biologica, ma è molto più costoso da produrre. Il problema è che la disponibilità di carburante sintetico per aerei è limitata e che è improbabile che gli impianti di produzione previsti entrino in funzione in tempo per rispettare l’obbligo. «Chiediamo che l’obbligo di utilizzo di eSAF venga posticipato fino a quando esso non sarà effettivamente disponibile», ha dichiarato Kenton Jarvis, ceo di easyJet, durante una conferenza stampa.

Nonostante la richiesta dei vettori, l’Europa ha prontamente respinto qualsiasi rinvio, affermando che gli obiettivi climatici restano confermati: «Abbiamo un percorso da seguire -. ha dichiarato Apostolos Tzitzikostas, commissario europeo per i trasporti e il turismo sostenibili – Continuiamo a perseguire i nostri obiettivi, il settore deve investire in energie rinnovabili».

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