
L’area geografica con la quale si osservano maggiori flussi è l’Unione Europea (43%), mentre il primo Paese per volumi è la Spagna, con una quota del 14% (pari a 22,5 milioni di passeggeri) e Roma Fiumicino – Madrid Barajas quale rotta principale. A livello internazionale (UE & Extra-UE) seguono, nell’ordine, Regno Unito (10%; 16mmilioni), Francia (9%; 14milioni), Germania (9%; 13,5 milioni) e Polonia (4%; 7 milioni). Complessivamente, i collegamenti con origine o destinazione i primi cinque Paesi rappresentano circa il 49% del traffico internazionale e mostrano tassi di variazione positivi rispetto al 2024, con punte del +32% per la Polonia che sorpassa agli Stati Uniti nella top five”.
ll traffico nazionale, con i suoi 72,5 milioni di passeggeri (pari al 32% del traffico complessivo), mostra volumi sostanzialmente invariati rispetto all’anno precedente. Come primo aeroporto per volumi di traffico si conferma ancora Roma Fiumicino con una quota del 14%, pari a circa 10 milioni di passeggeri. Il traffico internazionale, con 157,2 milioni di passeggeri (pari al 68% del traffico complessivo), è cresciuto del +8% rispetto all’anno precedente. L’aerea geografica con la quale si osserva il maggior traffico è l’Unione Europea (43%), con la Spagna primo paese e Roma Fiumicino – Madrid Barajas quale rotta principale.
«L’aumento del traffico aereo del 2025 – ha commentato Presidente Enac Pierluigi Di Palma in una nota – è un segnale forte e inequivocabile della definitiva ripresa del settore e della centralità del trasporto aereo per la crescita economica, la competitività e la connettività del Paese. Il comparto si conferma una leva strategica per l’economia nazionale, capace di sostenere turismo, business e competitività internazionale», mettendo in evidenza la crescita degli aeroporti minori come Reggio Calabria, Rimini, Pescara, Trieste.
Per il Presidente di Assaeroporti, Carlo Borgomeo, «I 230 milioni di passeggeri transitati negli aeroporti italiani nel 2025 rappresentano un traguardo di grande rilievo per il settore, che in vent’anni ha più che raddoppiato i propri volumi, passando da 113 a 230 milioni di viaggiatori. Un risultato che conferma la solidità del comparto e la sua resilienza, anche in un contesto globale complesso, segnato da tensioni geopolitiche e misure protezionistiche che condizionano i flussi internazionali». Assaeroporti ha aggiunto che «Anche il cargo ha registrato performance significative, consolidando il proprio ruolo nel comparto della logistica, determinante per la competitività delle imprese italiane. L’auspicio – conclude Borgomeo – è che le istituzioni possano accompagnare e favorire questo percorso di crescita».
