Ascopiave scivola, i broker bocciano il possibile cambio al vertice

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Il balletto sulla governance di Ascopiave manda in rosso il titolo, che chiude in calo del 4,66% a 3,685 euro, dopo il downgrade sancito dagli analisti di Kepler Cheuvreux proprio alla luce del «rischio di un cambio di management, che potrebbe influire sulla credibilità dell’attuale piano industriale, appena pubblicato un mese fa». La settimana scorsa, come noto, Asco Holding – veicolo controllato da decine di Comuni del trevigiano e socio di controllo di Ascopiave – ha proposto alla multiutility una serie di modifiche statutarie da approvare in un’assemblea straordinaria da tenersi il 22 aprile prima dell’assise ordinaria, chiamata a sua volta a rinnovare il board della quotata. Tra queste il fatto che il presidente non possa avere deleghe e l’incompatibilità tra la carica di direttore generale e quella di amministratore: un foglio di via (o comunque un forte ridimensionamento) per Cecconato, che è presidente, ad e dg della societè, della quale è la guida storica ormai dai nove anni.

Una proposta che, come ovvio, era destinata a scatenare le reazioni più disparate. Dunque non solo quella del cda di Ascopiave, ma anche quella di alcuni soci pubblici di Asco Holding (secondo rumor quantificabili tra il 10 e il 15% del capitale), che nel corso del week end avrebbero preso posizione contro quello che alcuni addetti ai lavori definivano un vero e proprio blitz di carattere politico. Da Asco Holding, in maniera informale, era stato fatto invece filtrare che la proposta di riforma della governance non aveva nessun carattere personale nei confronti di Cecconato, ma solo l’obiettivo di riequilibrare, a prescindere, una concentrazione di poteri eccessiva. Sta di fatto che alla fine la stessa Asco Holding ha deciso di abbassare, per il momento, i toni e il suo cda ha deciso di soprassedere alla convocazione di un’assemblea straordinaria per la modifica dello statuto per riproporla quando la situazione sarà più serena. Prosegue invece l’iter dell’assemblea ordinaria: Asco Holding presenterà la lista per il rinnovo del cda, dalla quale sarà probabilmente escluso Cecconato, che ha comunque un contratto a tempo indeterminato da direttore generale.

Tutto ciò al mercato e agli analisti, quantomeno oggi, non è gradito. “La performance dei conti 2025 conferma la creazione di valore strutturale, anche grazie alla plusvalenza, ai dividendi ricevuti e alla cessione della partecipazione in EstEnergy. (La joint venture con Hera sui clienti retail in Veneto) – sottolinea Kepler – A seguito di una solida performance del titolo (+16% da inizio anno, +34% negli ultimi 12 mesi), legata alla convincente strategia del management e all’accelerazione del tasso di crescita nella distribuzione del gas, abbiamo ridotto il nostro rating da Buy a Hold. Aggiorniamo il nostro target price basato sulla somma delle parti da 4,1 a 4,2 euro, dopo aver applicato uno sconto del 5% a causa del rischio di un cambio di management, che potrebbe influire sulla credibilità dell’attuale piano industriale, appena pubblicato un mese fa”. Ascopiave, conclude Kepler, è quotata con uno sconto di circa il 10% sugli asset 2026/27 (principalmente Rad, ndr), con un interessante rendimento da dividendi di circa il 5%.

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