Attentato kamikaze nella moschea sciita di Khadijah Al-Kubra a Islamabad, in Pakistan, durante la preghiera del venerdì. Pesante il bilancio: almeno 31 morti e più di 100 feriti, come riferisce l’amministrazione distrettuale della città. Nessun gruppo ha ancora rivendicato l’attentato.
Riprese televisive e immagini sui social media mostrano la polizia e i residenti che trasportano i feriti negli ospedali vicini. Il ministro degli Interni pakistano, Mohsin Naqvi, ha condannato l’attacco e ha chiesto alle autorità di garantire la migliore assistenza medica ai feriti, che stavano arrivando nei diversi ospedali della città. Pur non essendoci ancora rivendicazioni, è probabile che i sospetti ricadano su militanti come i talebani pakistani o il gruppo dello Stato Islamico, che è stato accusato di precedenti attacchi contro i fedeli sciiti, una minoranza nel paese. I militanti prendono spesso di mira le forze di sicurezza e i civili in tutto il Pakistan.
A novembre, un attentatore suicida si era fatto esplodere all’esterno di un tribunale di Islamabad, uccidendo 12 persone. L’ultimo attacco arriva quasi una settimana dopo che l’Esercito di Liberazione del Belucistan, ha compiuto diversi attacchi nella provincia sud-occidentale, colpita dall’insurrezione, uccidendo circa 50 persone. Secondo l’esercito, le forze di sicurezza intervenute in risposta a questi attacchi hanno ucciso anche più di 200 “terroristi”.
