Utili e ricavi a doppia cifra, trainati soprattutto dal comparto Rare Disease e da una strategia di M&A che punta a crescere soprattutto nell’innovazione biotecnologica.
I conti
Il CdA di Recordati ha approvato i risultati preliminari consolidati 2025, da cui emergono ricavi netti consolidati pari a 2,6 miliardi, in crescita dell’11,8% (o +8,3% a perimetro omogeneo e a cambi costanti). L’Ebitda si attesta a 991,1 milioni, (+14,5%, con un’incidenza sui ricavi netti del 37,8 per cento). L’utile netto rettificato è pari a 651,1 milioni, (+14,5%) con un’incidenza sui ricavi netti del 24,9%, mentre l’utile netto è pari a 443,6 milioni (+6,5 per cento).
Il free cash flow ammonta a 558,8 milioni (+ 23,7 milioni), «grazie a un solido Ebitda, compensato in parte dall’incremento delle scorte Usa». Il debito netto risulta pari a a 2,03 miliardi, poco sotto a 2,1 volte l’Ebitda.
A 1,47 miliardi i ricavi del settore Specialty & Primary Care (+2%), soprattutto su cardiovascolare, urologia e gastroenterologia. franchise Urologia e Cardiovascolare, in particolare, hanno registrato una crescita pari rispettivamente al 2,5% e al 2,8%, mentre quello Gastrointestinale è cresciuto del 9,9% grazie alla solida performance nei mercati di riferimento di diversi prodotti in portafoglio, sia su prescrizione che OTC.
Il balzo vero lo hanno fatto i ricavi del settore Rare Diseases a 1 miliardo (quasi +30% o +16,6% a perimetro omogeneo e a cambi costanti), trainati dal forte incremento dei volumi che ha riguardato tutti e tre i franchise; endocrinologia (ricavi netti pari a 394,1 milioni, in aumento del 22,5%,); onco-ematologia (ricavi netti per 414,9 milioni, in crescita del 63,8 per cento) e il comparto dei farmaci metabolici (ricavi netti pari a 272,5 milioni, in crescita del 5,2 per cento).
Confermati gli obiettivi per l’esercizio 2027, «con una forte crescita organica accompagnata da operazioni di business development mirate e attività di M&A».
