Borsa, Europa verso avvio in rosso con tensioni Usa-Ue su dazi per la Groenlandia

Il ritorno dello spettro della guerra commerciale tra Stati Uniti ed Europa, questa volta legata alle mire della Casa Bianca sulla Groenlandia, agita i mercati azionari continentali, che si preparano ad aprire la settimana in rosso. Il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato dazi del 10%, che in prospettiva potranno salire al 25%, a tutte le importazioni da Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia «fino a quando non verrà raggiunto un accordo per l’acquisto completo e totale della Groenlandia». In risposta i paesi europei parlano di «pericolosa spirale discendente» e, secondo indiscrezioni, stanno valutando misure da 93 miliardi nei confronti degli Usa. In questo contesto gli investitori abbandonano gli asset più rischiosi e si rifugiano in porti sicuri come i metalli preziosi, saliti a nuovi record.

Per quanto riguarda l’azionario europeo, i future sull’Eurostoxx 50 scendono dell’1,6% e i contratti sul Ftse Mib milanese cedono l’1,37%.

Sul mercato valutario, il dollaro scivola a 1,1635 per un euro da 1,1598 venerdì in chiusura. Il biglietto verde si indebolisce anche contro lo yen, a 157,83 (da 158,08), mentre il rapporto euro/yen è a 183,64 (da 183,33).

Sul fronte dell’energia, perde terreno il prezzo del petrolio, con il Wti per marzo a 58,95 dollari al barile (-0,82%) e il Brent con pari scadenza a 63,62 dollari (-0,8%). Ritraccia il gas naturale ad Amsterdam dopo il rally della scorsa settimana: sulla piattaforma Ttf il contratto di riferimento e’ in calo del 6% a 34,66 euro al megawattora. Nuovi record, come detto, per oro e argento, con la consegna spot del metallo giallo in rialzo dell’1,8% a 4.677,82 dollari l’oncia e l’argento in progresso di oltre il 4% dopo un nuovo top a 94,08 dollari. In calo del 2,5% a 92.600 dollari il Bitcoin, nella notte sceso anche sotto quota 92mila dollari.

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