(Il Sole 24 Ore Radiocor)– Viaggiano in territorio positivo le borse europee in scia ai nuovi record messi a segno alla vigilia da Wall Street(in particolare per lo S&P e il Dow Jones) trainata dalle buone performance dei titoli tech. A livello macro economico l’attenzione egli investitori è focalizzata sui dati dell’inflazione dell’Eurozona in uscita in mattinata mentre Oltreoceano il giorno da cerchiare in rosso sarà venerdì con i dati sul lavoro americani, numeri chiave per capire la futura traiettoria della Fed. Sullo sfondo restano le tensioni geopolitiche: dal Venezuela all’Ucraina passando per la Groenlandia entrata nel mirino del presidente Donald Trump. Così il FTSE MIB , il CAC 40 e il DAX 30 sono alla ricerca di nuovi record dopo quelli registrati nella seduta precedente.
A Piazza Affari occhi su Tim e titoli difesa. Svetta Italgas
Sul paniere principale scattaItalgas che si posiziona in cima al listino. A mercati ancora chiusi Snam Rete Gas ha avviato il collocamento di un green bond convertibile in azioni ordinarie esistenti di Italagas e con scadenza nel 2031 per un importo nominale di 500 milioni di euro. Contestualmente, spiega una nota, la società ha lanciato il riacquisto delle obbligazioni attualmente in circolazione convertibili in azioni ordinarie esistenti di Italgas e con scadenza nel 2028, aggiornando di fatto l’emissione lanciata nel 2023. Osservata speciale Telecom Italia che ha annunciato un accordo preliminare con Fastweb e Vodafone per accelerare lo sviluppo del 5G in Italia. Tornano sotto i riflettori i titoli della difesa (Leonardo – Finmeccanica e Fincantieri ) dopo che la Francia e il Regno Unito si sono dette disponibili a schierare truppe in Ucraina dopo una eventuale tregua con la Russia. Giù i titoli legati all’oil a causa del calo del prezzo del greggio con Eni che segna la performance peggiore.
Petrolio sfiora i minimi del 2025, ripiega l’oro
Il petrolio resta al centro delle attenzioni dei mercati per via delle tensioni in Venezuela e sfiora i minimi del 2025, con il Brent in area 60 dollari al barile e il Wti in area 56 dollari. Da segnalare le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump che ha annunciato che il Venezuela «consegnerà» fino a 50 milioni di barili di petrolio agli Stati Uniti, affermando che ne controllerà i ricavi in qualità di presidente degli Stati Uniti. «Questo petrolio sarà venduto a prezzi di mercato e il denaro sarà controllato da me, il presidente degli Stati Uniti, per garantire che venga utilizzato a beneficio del popolo venezuelano e degli Stati Uniti», ha scritto l’inquilino della Casa Bianca sulla sua piattaforma Truth Social. Sul fronte dei metalli preziosi, ripiega a 4.440 dollari l’oncia l’oro dopo la corsa della vigilia, mentre sul valutario l’euro/dollaro resta poco sotto quota 1,17.
BTp: spread stabile a 69 punti, rendimento decennale scende al 3,51%
Stabile lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco si attesta a 69 punti base, pari al closing precedente. In calo, invece, il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato una prima posizione al 3,51%, dal 3,54% della vigilia
Asia contrastata
Seduta contrastata per i listini asiatici con Tokyo che ha chiuso la seduta con un ribasso dell’1% risentendo delle rinnovate tensioni sino-giapponesi e della prospettiva di restrizioni sull’approvvigionamento di terre rare dalla Cina, mentre i prezzi del petrolio sono crollati in un mercato che valuta il potenziale ritorno del greggio venezuelano. L’indice Nikkei e’ sceso dell’1,06% a 51.961,98 punti, mentre l’indice allargato Topix ha perso lo 0,77% a 3.511,34 punti. Positiva invece Shanghai che si mantiene sopra la parità, guadagnando lo 0,04%, mentre Hong Kong accusa un pesante ribasso, cedendo l’1,12%
