(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Le Borse europee restano sulla difensiva in attesa di nuovi segnali da Wall Street, dopo la pausa della vigilia per festività, mentre in Asia ha prevalso la debolezza. I timori per l’AI e i titoli tecnologici continuano a tenere banco sui mercati alla luce del cosiddetto «AI scare trade». Le preoccupazioni riguardati le spese per l’intelligenza artificiale e gli effetti potenzialmente dirompenti dello strumento su alcuni settori, in particolare il software, hanno infatti spostato bruscamente il sentiment degli investitori, favorendo le vendite le vendite già nei giorni scorsi.
Il riaccendersi delle tensioni fra Stati Uniti e Iran ha riportato in primo piano anche il rischio geopolitico. Intanto gli operatori continuano a interrogarsi sulle prossime mosse della Federal Reserve dopo il dato sull’inflazione di venerdì scorso che ha alimentato le speranze di maggiori tagli dei tassi di interesse. Gli operatori monitoreranno anche i dati Adp sull’occupazione nel settore privato martedì e i verbali della riunione Fed di gennaio
I principali indici del Vecchio Continente si muovono con cautela: ilFTSE MIB di Milano, il CAC 40 di Parigi, il DAX 30 di Francoforte, l’IBEX 35 di Madrid e il FT-SE 100 di Londra.
A Milano in luce Mediobanca e Mps, giù Prysmian e la Difesa
A Piazza Affari gli acquisti sono trainati da Mediobanca e Mps che scalano il listino. Bene anche le utility (Italgas , Enel , A2a ) in attesa di sviluppi sul decreto energia da Palazzo Chigi. Seduta positiva anchhe per le tlc (Telecom e Inwit), così come per Nexi , dopo l’uscita dei fondi Advent e Bain dal capitale. Sul fronte opposto, in calo la difesa, con Leonardo – Finmeccanica e Fincantieri , in scia ai ribassi generalizzati del settore in Europa dopo i guadagni della vigilia. Prysmian paga il downgrade di Barenberg. Fuori dal paniere principale, Bff Bank perde terreno, dopo l’indagine avviata dalla procura per falso in bilancio. Borgosesia Rnc è invece in rally e si avvicina al prezzo di 0,71 euro fissato nell’Opa per il delisting lanciata da Alba.
Euro/dollaro poco mosso, giù petrolio e gas
Sul valutario, il cambio fra l’euro e il dollaro si mostra poco mosso (attorno a quota 1,18), mentre lo yen, storicamente considerato un bene rifugio nei mercati avversi al rischio, si è rafforzato contro il biglietto verde. Il petrolio è in calo con il Brent poco sopra i 68 dollari al barile e il Wti sui 63 dollari. Giù il gas, che ad Amsterdam perde circa due punti percentuali, sotto i 31 euro al megawattora. L’oro resta sotto i 5mila dollari l’oncia nel contratto spot e il Bitcoin resta ampiamente sotto i 70.000 dollari.
