Borse, non basta il calo dell’inflazione Usa: le banche zavorrano Milano (-1,7%). Per l’Europa settimana contrastata

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Le borse europee archiviano in ordine sparso l’ultima seduta della settimana con Milano che scivola sotto i 46mila punti (-1,7%) zavorrata dal calo di Prysmian e delle banche. Quest’ultimo comparto ha visto cali generalizzati in tutto il Vecchio Continente (Euro Stoxxx -3,26%) ed è da imputare alla crescente scommessa che la Fed possa tagliare i tassi di interesse dopo i dati sull’inflazione che sono stati sotto le attese, scendendo al 2,4%. Nel Vecchio Continente da evidenziare il Pil dell’Eurozona nel IV trimestre del 2025 che ha segnato un aumento dell’1,3% su base tendenziale. Mentre prosegue la stagione delle trimestrali, osservati speciali continuano a essere i titoli tecnologici, con gli investitori preoccupati che le spese sostenute dalle Big Tech per l’intelligenza artificiale siano eccessivi e non in grado di generare i ritorni attesi. Così oltre a Milano terminano in rosso le contrattazioni anche Parigi (-0,3%) e Madrid -3,12%. Segno più invece per gli altri listini.

Settimana contrastata per l’Europa, Milano cede l’1%

Andamento altalenante anche nell’ottava per i listini europei con Milano che, dopo lo sprint delle prime sedute, ha pagato i cali del risparmio gestito e delle banche terminando così l’ottava in calo dell’1%, dietro solo a Madrid (-1,5%). Fanno meglio Francoforte (+0,7%) e Parigi (+0,5%). Passando all’azionari i titoli del risparmio gestito hanno pagato i timori che l’AI possa penalizzare il settore. La performance peggiore la mette a segno Fineco che perde il 13,7%, seguita da Banca Mediolanum (-11,7%). Il riaccendersi delle attese per un taglio dei tassi da parte della Fed alimenta le paure per una riduzione dei margini delle banche. Bper nell’ottava perde così l’8,6%, Bpm l’8,5% e la Popolare di Sondrio l’8,2%. Sul fronte opposto, il rally post conti porta i guadagni settimanali di Ferrari a 14,7%. St (+14,4%) beneficia del rafforzamento dell’intesa con Amazon nell’ambito del cloud per l’AI. Le ipotesi sul riassetto nel capitale premiano poi Inwit (+11,4%); bene anche Tim (+7,4%) con i conti solidi di Tim Brasil e Stellantis (+8,2%).

Wall Street cauta, inflazione giù al 2,4%

Oltreoceano Wall Street viaggia cauta dopo il dato dell’inflazione in calo e sotto le attese. I prezzi al consumo sono aumentati dello 0,2% a gennaio rispetto al mese precedente, secondo quanto comunicato dal dipartimento del Lavoro, contro attese per un dato in rialzo dello 0,3%. Il dato annuale è sceso dal 2,7% del mese precedente al 2,4%, contro attese per un calo al 2,5%. Il dato ‘core’, ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, è cresciuto dello 0,3%, in linea con le attese.

Passando all’azionario, il gigante dei semiconduttori Applied Materials viaggia con un rialzo a doppia cifra grazie ai solidi risultati finanziari e a un outlook incoraggiante. Acquisiti anche su Airbnb dato che gli investitori hanno accolto con favore le previsioni ottimistiche della piattaforma per gli affitti brevi. Brusco calo invece per Pinterest dopo che la società ha pubblicato risultati del quarto trimestre deludenti, presentando poi previsioni deboli.

A Piazza Affari svetta Inwit, giù Prysmian e le banche

Sull’azionario chiude in cima al listino Inwit (+5,16%) in scia ai rumors secondo cui Ardian, in possesso del 31% attraverso la holding Daphne (in cui era presente Tim fino al 2024), starebbe lavorando insieme ai canadesi di Brookfield Asset Management per salire al 100% e delistare il titolo da Piazza Affari. Acquisti anche su Generali (+0,6%) sostenuta anche dal fatto che Citi è tornata a coprire il titolo con valutazione “buy” e target price di 43,40 euro per azione . Come detto i dati sull’inflazione Usa aumentano la pressione sulle banche con Bper e Popolare di Sondrio che chiudono in calo del 5,5% e scivolano in fondo al paniere. Riduce i cali sul finale Prysmian (-2,7%) in scia alle voci secondo cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe un piano per ridurre alcuni dazi sui prodotti in acciaio e alluminio. Indiscrezione che, al contrario, hanno spinto gli acquisti su Tenaris (+2,45%).

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