(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Le Borse europee , dopo un avvio cauto, imboccano la via dei ribassi, nel giorno della Federal Reserve. Gli investitori danno per scontato un taglio dei tassi di 25 punti base da parte della banca centrale americana, ma seguiranno con attenzione le parole del numero uno Powell: numerosi analisti si aspettano un tono meno accomodante di quanto previsto nelle scorse settimane, con un board diviso tra “falchi” e “colombe” e con alcune dichiarazioni che hanno ridimensionato le attese sui prossimi tagli. Molto dipenderà anche dai dati sul mercato del lavoro che usciranno il 16 dicembre e il 9 gennaio, prima della prossima riunione del 28 gennaio. Occhi puntati anche sui ‘dot-plot’ che chiariranno le posizioni all’interno del board.
Così sono in calo il FTSE MIB di Milano, il CAC 40 di Parigi, il DAX 40 di Francoforte. Regge sulla parità il FT-SE 100 di Londra, mentre virano in negativo l’AEX di Amsterdam e l’IBEX 35 di Madrid. In Europa, da seguire l’intervento della presidente Bce Christine Lagarde nella tarda mattinata e il dato sulla produzione industriale italiana.
Riflettori su titoli difesa, scivola Buzzi
Sull’azionario milanese, attenzione sempre alta sul settore della difesa, tra i protagonisti in Europa alla vigilia, con Leonardo – Finmeccanica in calo. Kiev sarebbe pronta a coprodurre droni con la società italiana “condividendo esperienza e tecnologie”, come ha detto il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha. Occhi puntati anche su Generali , dopo il rally della vigilia che ha portato il titolo sopra i 35 euro. In coda scivola Buzzi e frena anche Ferrari , con Morgan Stanley che ha avviato la copertura con giudizio neutrale, Equalweight, e target price a 367 euro, mentre Jefferies ha tagliato il target price a 310 euro. Bene Lottomatica Group , Prysmian e Davide Campari , quest’ultima mentre circolano indiscrezioni secondo cui la holding lussemburghese Lagfin, che controlla il gruppo, starebbe negoziando con l’Agenzia delle Entrate per chiudere una controversia fiscale versando circa 400 milioni di euro. Ben comprati i titoli oil, con Tenaris che sale ed Eni che avanza, mentre l’Antitrust ha aperto un’istruttoria sull’acquisto da parte di Plenitude (Eni) di Acea Energia.
Argento a record, oro stabile e petrolio in rialzo
Sul fronte delle materie prime, non si ferma la corsa dell’argento che tocca un nuovo record sopra i 61 dollari l’oncia a 61,61 per il contratto spot, mentre si stabilizza l’oro intorno ai 4.200 dollari l’oncia. In recupero il prezzo del petrolio con il Brent sopra i 62 dollari al barile, in attesa dei dati sulle scorte americane.
Infine, sul valutario, euro/dollaro in rialzo a 1,164 in attesa della Fed.
Spread fermo a 70 punti, a minimi da 2009
Andamento stabile per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco si attesta a 70 punti base come alla vigilia, intorno ai minimi dal 2009. In lieve aumento il rendimento del BTp decennale benchmark, che si attesta al 3,57% dal 3,55% del closing precedente.
