Bruxelles accelera su difesa e innovazione

BRUXELLES – Si conferma il ruolo crescente della Commissione europea nel settore della difesa e della sicurezza. Oggi l’esecutivo comunitario ha firmato un accordo con la Norvegia e l’Islanda, consentendo ai due paesi terzi di collegarsi alla connessione satellitare protetta dell’Unione europea. In precedenza, aveva presentato una proposta legislativa che permetterà di utilizzare nel 2027 fino a 115 milioni di euro per finanziare l’innovazione in campo militare.

La nuova connessione satellitare europea, nota con l’acronimo GOVSATCOM e operativa da gennaio, mette a disposizione dei paesi membri comunicazioni sicure ad uso pubblico e militare nella gestione delle crisi, delle emergenze e delle operazioni nelle regioni remote in cui le infrastrutture tradizionali sono limitate. Aderendo alla rete europea, la Norvegia e l’Islanda avranno accesso a servizi di comunicazione crittografati di alto livello. Va ricordato che nel frattempo l’Unione europea sta mettendo a punto una costellazione di 290 satelliti riservati alle comunicazioni governative (l’IRIS²).

Sempre questa settimana la Commissione ha presentato un nuovo programma, noto con l’acronimo AGILE, con il quale finanziare tra i 20 e i 30 progetti nel campo della difesa. Il programma comprenderà due principali attività: lo sviluppo di prodotti innovativi, nonché la commercializzazione di questi stessi prodotti sul mercato. AGILE punterà a versare il denaro entro quattro mesi dalla presentazione dei progetti. A ricevere il denaro saranno tendenzialmente piccole e medie imprese nonché start-ups.

Ha spiegato mercoledì il commissario alla Difesa Andrius Kubilius: «Oggi circa il 70-80% degli appalti nel settore della difesa nei paesi dell’Unione europea (in particolare quelli con una spesa elevata in questo settore) è destinato principalmente ai primi dieci maggiori appaltatori (tendenzialmente grandi aziende). Ciò è in netto contrasto con la situazione negli Stati Uniti, dove meno del 40% degli appalti è destinato ai primi dieci attori del settore».

Commenta Eric Maurice, analista dello European Policy Centre qui a Bruxelles: «L’Unione europea sta diventando un fornitore di sicurezza, e per certi versi la stessa Commissione si sta mutando in attore militare. Ormai, l’esecutivo comunitario finanzia progetti innovativi in campo militare; concede prestiti per il riarmo dei paesi membri attraverso i piani SAFE; coordina la produzione di munizioni con il programma ASAP; e moltiplica gli accordi di sicurezza con i paesi terzi – il più recente è quello con l’Australia».

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