LARNACA – Da quasi due anni il porto di Limassol è diventato il crocevia dal quale transitano gli aiuti umanitari destinati alla Striscia di Gaza. In tutto finora sono state trasferite circa 32mila tonnellate di merce da distribuire alla popolazione palestinese. L’Operazione Amalthea, organizzata dal governo cipriota, è politicamente significativa, oltre che tecnicamente originale. Riflette tra le altre cose il desiderio del Paese di giocare appieno il ruolo di trait d’union con il Medio Oriente.
Amalthea prende il via sulla scia della Risoluzione 2720 delle Nazioni Unite, che chiede alle parti di permettere l’accesso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. Il testo fu approvato dal Consiglio di Sicurezza nel dicembre del 2023, due mesi dopo l’attacco di Hamas contro Israele e lo scoppio della guerra. Ci furono 13 voti a favore, e due astensioni (gli Stati Uniti e la Russia). I dubbi di questi due Paesi mostrano bene quanto delicata sia l’iniziativa cipriota.
Concretamente, l’invio di aiuti prevede sei passaggi: la registrazione dei governi e delle organizzazioni che invieranno gli aiuti, l’inserimento delle merci in una banca dati, il controllo documentale, il benestare delle autorità cipriote e israeliane, la scansione e la verifica degli aiuti. Funzionari israeliani sono presenti a Larnaca per verificare la merce prima che venga imbarcata. Una volta arrivati nel porto israeliano di Ashdod gli aiuti non verranno più controllati.
Di recente a Nicosia, il ministro degli Affari Esteri Constantinos Kombos ha sottolineato quanto Cipro sia ritenuto storicamente «un partner affidabile» nella regione. «Abbiamo eccellenti relazioni con l’Egitto, la Giordania e Israele. Nei fatti, e a ben vedere, l’Operazione Amalthea è una eccezione al blocco imposto da Israele intorno a Gaza». Resta aperto il tema della distribuzione degli aiuti a Gaza, anche se Nicosia ha assicurazioni da parte dell’Onu che la merce inviata da Cipro è effettivamente distribuita.
«Guardiamo con attenzione agli sviluppi del piano di pace, sotto l’egida degli Stati Uniti – ha aggiunto il ministro -. Vogliamo che Amalthea si inserisca in questo piano». Nel 2012, in occasione della sua prima presidenza della Ue, Cipro aveva messo in avanti la drammatica divisione dell’isola, per un terzo ancora occupata dalla Turchia dopo l’intervento del 1974. Oggi il governo preferisce sottolineare il suo ruolo internazionale – tra le altre cose, Cipro ospiterà a breve il Centro europeo anti-incendi nel Levante.
