Così le Ipo in India fanno felici gli investitori

Il motore dietro gli attuali corsi borsistici sono gli investitori retail che, attratti da un prolungato rally borsistico, stanno scommettendo sempre più numerosi sulla growth story indiana. Secondo Vineet Arora, che gestisce il Nav Capital Emerging Star Fund di Singapore, in India c’è una generazione di giovani investitori che stanno puntando sui mercati dei capitali, ancora prima di aver messo piede in quello immobiliare.

La conferma dell’entusiasmo del segmento retail viene dai dati di Prime Database Group secondo cui, nelle 36 Ipo indiane andate in porto quest’anno, gli investitori “piccoli” hanno fatto domanda per 10,6 miliardi di azioni. Si tratta di una cifra 12 volte più grande della quota allocata per questo tipo di player. Un dato che sorprende anche alla luce del fatto che, nell’ultimo anno e mezzo, il mercato indiano delle Ipo non è stato avaro di flop che hanno consigliato alle autorità di regolamentazione una stretta sul fronte dei prestiti ai piccoli investitori.

Per molti di loro, si tratta di un modo di fare una plusvalenza rapida, senza puntare sulla crescita di lungo termine, ma rivendendo subito. Un meccanismo alimentato dal gap, in alcuni casi molto ampio, tra offerta e domanda di titoli considerati promettenti. Gli investitori retail hanno dimostrato particolare curiosità per sette Ipo che hanno registrato richieste 50 volte superiori rispetto alla disponibilità. Nel caso di Exicom Tele-Systems, una società specializzata in sistemi di ricarica per le auto elettriche, il multiplo è stato addirittura di 120 volte. Un interesse che ha premiato chi è riuscito ad accaparrarsi anche solo una parte dei titoli immessi sul mercato: oggi il titolo viaggia vicino a +230% rispetto al prezzo di quotazione.

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